Cronache di amori negati...

"Io ero convinta, convintissima, che sarei morta. Morta vomitando il cuore, se così è possibile morie, perché quella era la sensazione che provavo. Il cuore dentro non mi ci stava più, lo dovevo buttare fuori." (Cit. Susanna Casciani)

Ero una bambina amata.
Se da piccolina mi avessi chiesto che cosa avrei voluto diventare da grande non ti avrei mai risposto la ballerina o la principessa. Ero già una ballerina, mamma aveva tenuto libero il salotto solo per farmi danzare, saltare, giocare, sognare. Ed ero anche già una principessa, perché ero amata, ed ero stata voluta e vivevo in una casa dove mamma amava papà e papà amava la mamma.
Un piccolo regno felice casa mia, dove l'amore aveva trionfato sempre.
Papà aveva conquistato mamma con dedizione e impegno, andando oltre ogni suoi iniziale rifiuto, salvandola dagli amori falsi e vuoti, dagli amori che non erano veri.
Poi, sono arrivata io: voluta, desiderata e cercata come lo sono tutte le principesse.
Come ogni favola che si rispetti alla mia nascita era stata pronunciata la grande frase, quella che da il via a tutto, quella che ti predestina e condiziona la vita senza che tu lo sappia o te ne accorga. Non tanto per la frase in se, ma per il pensiero che c'è dietro e che ti verrà insegnato nel corso della tua vita e che farà parte di te.
<<Un giorno arriverà qualcuno, si innamoreranno e me la porterà via!>> Ecco cosa disse mio padre vedendomi per la prima volta. Senza che mi conoscesse, accecato dal suo amore per me mi aveva già predestinata a qualcuno o ancora meglio: all'amore. Dava per scontato che tutti mi avrebbero amata, e che presto avrei trovato qualcuno che mi amasse esattamente come lui amava mamma. Grazie, ero una principessa ed era naturale che fossi destinata a un Principe Azzurro.
Ci sono cresciuta in mezzo all'amore, l'ho respirato, vissuto e osservato.
Ero una bambina amata e quindi davo per scontato l'amore. Mi sembrava abbastanza ovvio che in ogni casa ci fosse amore e che ogni persona fosse amata.
La vita era quello, no? Nasci, vieni amato, cresci e poi incontri un altro tipo d'amore, l'amore dei grandi, quando papà bacia mamma e le porta i fiori, quando mamma cucina per papà i passatelli o le patatine fritte anche se poi si impuzzolentisce tutta casa.
Tanto mamma ti ama, tanto papà ti ama, tanto mamma ama papà e papà ama mamma e non si lasciano mai e non ti lasciano mai e tornano sempre.
Poi la vita prende il sopravvento sulla favola, e la realtà ti pervade e disarma. Disarma perché sei piccola e non sai ancora come difenderti da essa, ti disarma perché certe cose sono brutte, sono tragiche e non dovrebbero capitare. Non dovrebbero capitare a te e a chi ami. E se le cose brutte succedono quando sei piccola, quando stai ancora imparando quale sia la differenza fra la realtà e la favola, quando stai ancora imparando a capire come difenderti dall'esterno, allora le cose si complicano.
Ad un tratto non ero più una principessa, non ero più amata. Che poi è una bugia, perché l'amore l'ho sempre avuto, semplicemente non ero più amata come una volta, era un amore nuovo. Non ero più una bambina, son dovuta crescere in fretta.
Ma soprattutto non ero più una principessa, ero una guerriera e l'amore non salvava proprio nessuno. Anzi, l'amore era una condanna, era ciò che ti limitava, ti fermava. Se mamma non ci fosse stata più chi sarebbe stato papà senza il suo amore? Loro erano loro perché si amavano, papà era papà perché mamma lo amava, e mamma era mamma perché era amata da papà. E io c'ero ed esistevo perché loro si amavano, mi amavano.
L'amore era una limitazione, perché era ciò che ti faceva essere quello che eri. Era ciò che ti teneva fermo quando l'istinto di sopravvivenza ti diceva di scappare. Era ciò che ti faceva piangere e ammalare.
Che poi le principesse sono tali perché sono felici, buone, non si arrabbiano e non sbagliano. Sono amate perché seguono le regole e mettono i loro doveri prima di tutto.
Non ero più una principessa, perché ero arrabbiata, spaventata e volevo solo scappare via e nessuno mi portava via.
Allora, forse l'amore era questo, morire per chi si ama e io non volevo che nessuno morisse.
Poi c'era quella faccenda che spesso l'amore che ricevi non è quello che vorresti, non è quello che fa per te. Che i tuoi genitori mica sono nati genitori e mica possono amarti come tu vuoi. Anche perché da piccoli si vive di sensazioni e sentimenti che non sai descrivere e spiegare, perché non ti conosci, non sai nemmeno cosa stai provando e tanto più sai come esprimerlo. Non sai nemmeno se sia giusto o sbagliato quello che provi e allora ti devi affidare agli adulti che spesso si son dimenticati di essere stati bambini e che hanno paura. Paura di forviarti, di farti crescere sbagliata e hanno paura di quello che diventerai, delle future scelte che prenderai.
L'amore inizia a fare male, soprattutto quando è legato a ciò che dai.
<<Ti amo se fai così...>>
<<E se non faccio così che succede? Succede che non mi ami più? Succede che non torni? O ancora peggio, succede che ti ho intorno ma tu non mi ami e allora io devo lottare per il tuo amore? Dimmi, dimmi che devo fare per avere il tuo affetto! Devo piegarmi a ciò che vuoi? Certo perché tu sei mio padre, (oppure) certo perché tu sei un adulto e allora sai ciò che è meglio per me! Ma allora perché se tu dici che questo è ciò che è meglio per me a me fa così male? Perché non mi fa stare bene?>> <<Perché non capisci, perché sei piccola, perché del mondo non sai nulla! Perché basta...>> E partono le sgridate, le carezze negate, i toni che si alzano.
<<Allora va bene, allora faccio come dici tu...>> perché se non lo faccio allora tu non mi ami più, e non posso vivere senza il tuo amore perché chi sono se tu non mi ami?
Mi piego al tuo volere, a ciò che giusto per te anche se magari intuisco che non è giusto per me, ma so che senza il tuo amore ben palesato non mi sento amata. Perché ero una principessa e tutto d'un tratto non lo sono più, non sono più nulla, sono grande e non sono come la mia mamma.
Non ho nessuno che mi salvi.
Mi salvo da me, racimolando briciole d'amore, prendendo quel che riesco anche quando l'amore mi viene negato perché sbaglio, perché non sono te, perché non sono come tu vorresti. Allora mi piego al tuo volere di adulto perché io sono ancora una bambina e la realtà mi ha investita quando stavo ancora imparando. Quando stavo ancora imparando a passare alla fase dell'amore successivo. Quello dove mamma ti ama anche se ogni volta che piangi non ti abbraccia, quello dove papà ti ama anche quando sbagli, quello dove i genitori ti amano anche quando non ti accarezzano.
Ma non ero più una principessa, e a un certo punto anche le carezze mi davano fastidio. Ero diventata una guerriera e lottavo per tutto, lottavo soprattutto per ricevere l'amore da chi me lo negava o da chi me lo dava ma in maniera sbagliata.
Perché l'amore va meritato no? "Io ti amo se..." sennò non ti amo più, perché tu non sai nulla, perché tu per adesso sei nulla. E quindi l'amore lo avevo svalutato, io ero io non perché ero amata ma perché respiravo, esistevo, c'ero. Tutto era una bugia, si poteva andare avanti anche grazie alla rabbia, anzi la rabbia per certi versi è meglio, ti protegge, ti difende, è impulsiva e non essendo paziente sembra che non ti faccia perdere tempo.
Che poi cosa c'è d'aspettare? Ah si, il Principe Azzurro quello a cui ero predestinata. Quello che sarebbe arrivato e mi avrebbe portato via. Un altro amore al quale appartenere per essere. Un altro "ti amo se..." a cui piegarsi. Che ero arrabbiata ma non stupida, ero solo piccola. Allora saliva l'angoscia, il destino che mi era stato affibbiato sembrava destinato a compiersi. La consapevolezza che l'amore era inevitabile e scontato. Vedevo il mondo a pezzi, l'amore non salvava più, era quello che faceva litigare mamma e papà e gli aveva fatti rinunciare ai loro sogni. Mamma e papà si son sempre amati, tanto e costantemente, affrontando tutto assieme e ora mi sentivo esclusa dall'amore, mi avevano tutti fatto diventare grande e poi avevano tutti ripreso a trattarmi come una bambina. Io non lo volevo l'amore, avevo paura dell'amore, volevo scappare da esso. Volevo diventare grande e forte, potente e vendicarmi del male subito.
Non volevo più nessun "Io ti amo se...", volevo essere io quella che diceva "Ti amo se...", ti pieghi a me, ti fai del male per me, mi ami sacrificandoti tu, mi fai sentire importante, giusta. Quindi fuggivo dall'amore, perché poi finivo come mamma che amava papà e come papà che amava mamma, finiva che io non esistevo più se non attraverso un altro. Che poi l'amore era anche non prendersi gioco dei sentimenti altrui ed essere sicuri di ciò che si provava.
<<Non ci si prende gioco dei sentimenti delle persone...sei troppo piccola per stare con una persona! Perché dovresti metterti con uno?>>
<<No, infatti, perché dovrei...>> perché dovrei fare del male a qualcun altro o ancora peggio farmi fare del male. Ma soprattutto fare del male al prossimo, perché se ferisci il prossimo allora sei cattiva, allora non sei amata. Il prossimo prima di te stesso. Ecco perché loro due si amano così tanto, si amano così tanto perché mettono l'altro al primo posto di se. E io? Io a che posto sono? Sono troppo piccola per tutto ciò! Ma da quando c'è un età per amare ed essere amati da qualcun altro, qualcuno che sia fuori dalla propria famiglia?
E la testa girava, e le lacrime scendevano e c'era amore ovunque ma non per me.
"Io ti amo se..." se cresci. Ma se non volessi crescere? Perché poi quando cresco arriva il principe e mi porta via, e poi scopre che non sono più una principessa, scopre che sono cattiva, che mi arrabbio, che non so amare perché ho paura. Perché se poi lo amo e dopo non lo amo più lui soffre e io divento ancora più cattiva, e voi tutti mi amate di meno e io mi arrabbio ancora di più. Allora no, non cresco, rimango piccola, rimango guerriera che tanto la principessa non la so più fare e ferire è meno doloroso che farsi ferire. Che poi sto male lo stesso. Allora accarezzami che sono stata buona, l'ho evitato, non gli ho parlato, non l'ho illuso. Tanto non sono più una bambina, ora sono un adolescente e so cosa vuol dire illudere qualcuno. Vero che lo so? Crescevo e crescevo e dentro regredivo, ero sempre più bambina. Il tempo scorreva, il principe sarebbe arrivato e io non sarei mai stata mia, sempre di qualcuno. Perché se qualcuno non ti ama tu non esisti.
Più crescevo, più combattevo sola le mie battaglie, più mi salvavo da sola con fatica, con paura, con dolore. Perché sbottavo, perché ero tagliente e nel tagliare il prossimo tagliavo me stessa.
Perché "Io ti amo se...se non mi fai del male!" e allora ti faccio male così non mi ami più, tanto non mi ami già, perché se tu mi amassi allora ti faresti far del male, ti piegheresti a me. Io l'ho sempre fatto, ho sempre lottato per aver le mie carezze. L'amore si riceve per merito. Vero che si riceve per merito? Più il tempo passava e più avevo paura, che succederà quando il principe vedrà che sono arrabbiata, che mi so difendere sola, che sono forte, che tutto mi ferisce a morte? Se ne andrà perché solo se sei buona vieni amata, ma io sono buona? Cosa rende me buona? Il sacrificarmi o il cercare di dare il meglio di me? Ma quando ti sacrifichi per qualcuno stai già dando il meglio di te? Anche se fa male? Anche se quel qualcuno non ti ama? Si, certo, secondo la mia logica, perché "Io ti amo se...se ti fai male per me!". Come se fosse normale che l'amore richiedesse l'autodistruzzione.
"Io ti amo se....". Tu mi ami se cesso di esistere, se mi piego a te, se divento quello che vuoi te. Perché se non lo divento poi tu non mi guardi più, non mi tocchi più, non mi abbracci più. E allora io torno ad essere una bambina, piango, e non so dirti quello che provo e ti mando via, batto i piedi e stringo i pugni, ti faccio il broncio, ti urlo che non ti voglio più bene.
Ma rimango anche ferma, ferma ad aspettare che tu mi dica qualcosa, che mi rassicuri, ti prego fa qualcosa di plateale per farmi sentire amata.
Cancella le mie paure, ricuci le mie feriti, smettila di farmi far del male per te.
Il tempo passa inesorabile e a nessuno interessa che tu fossi stata una principessa e poi di colpo un adulta, che sei cresciuta in fretta e non sai come comportarti. Non è colpa del prossimo se tu non sei al passo con il diventare grande.
 <<Ma io non voglio crescere!>>
Impossibile, sono già cresciuta e devo imparare a comportarmi da grande, senza scuse, senza giusitificazioni. Semplicemente accettare che il tempo è passato e non importa quanta esperienza abbia avuto o no, quanto amore abbia ricevuto o no, importa solo sapersi comportare, accettare tutto anche l'amore negato, anche l'amore che ti ha spaventato, anche l'amore che ti ha soffocato.
Ero relativamente piccola quando ho conosciuto Lui, ed era tanto bello e mi vergognavo tanto. Che poi quando si è appena adolescenti sembra che bisogni sempre vergognarsi dell'amore che si prova, di ciò che si prova. Io mi vergognavo di più, mi vergognavo perché ero più piccola di quando papà si innamorò di mamma, perché l'amore è roba da adulti e io non ero adulta. Ma le cose capitano e basta, perché non è che si ama così, dall'oggi al domani, si ama perché si impara ad amare, sbagliando, facendosi male, facendo male. Ma tutto ciò non lo sapevo, non volevo fargli male, non volevo farmi male. Alla fine di male ce ne siamo fatto, perché peggio di amare qualcuno e ferirlo e ferirsi, c'è l'amore negato. Il non dare amore a chi te lo richiede, non dare amore a chi ami. Il non provarci per paura, paura di deluderti, paura di sparire. "Che poi se io ti amo e tu non mi ami, allora io non esisto!". Così non gli dico nulla, mi aggrappo alla speranza data dall'incertezza, dal fatto che finché lui non mi dice di no, tutto può essere un si.
Ma poi Lui mi sfiora e sembra tanto l'amore dei grandi, ma io non sono grande. Sono ancora una bambina dentro. Non sono una principessa e ti prego tu non essere il Principe Azzurro, perché non so amare, non so se voglio amare. Ma tu non te ne andare.
E amore a lui ne ho dato tanto, troppo, ma senza gesti plateali, sempre nella penombra che magari tu non mi vuoi realmente bene, allora io sto al riparo, non mi espongo, sto in un luogo dove posso sempre tornare indietro, dirti "ma non capisci? Io non provo nulla per te!" così sei tu che non ti senti amato e sei tu che smetti di esistere, ti ributto addosso il tuo non amore, perché voglio farti male, perché è troppo facile e bello essere amati e non amare. E io non so se c'è amore per me, e sono stufa di non sentirmi amata ma amare solo. Però tu stringimi le mani e non andare, anche quando ti dico che non ti voglio bene, che non mi piaci, che ti odio. Continua a starmi accanto, ad essere il principe che non dovresti essere. Parlami di cosa sarà da grande, dimmi che diventeremo grandi assieme e che quando saremo grandi tu sarai il Principe Azzurro, non voglio appartenere a nessuno se non a te. Perché tu mi conosci, perché sai che sono cattiva, che dico cose cattive, che mi arrabbio, che sono rabbia, che non so amare e non sono mai amata, che distruggo tutto anche me. Solo ora mi rendo conto che lui, allora, era già il Principe Azzurro e che anche i principi vogliono essere amati e sono insicuri, e non vengono a una data precisa.
"Ti amo se...se mi ami!" e allora non posso, sono piccola, non mi conosco, non so amare, gli adulti amano tutti, i bambini amano gli adulti.
<<Non posso amarti, perché sono piccola e poi finiamo, e se finiamo tu non vieni a salvarmi quando sono grande e potrò amarti.>>
<< Ma tu non sai salvarti da sola? >>
<<Certo che so salvarmi da sola!>>
Che poi da cosa dovrei salvarmi? Ma certo dall'amore negato, ma chi mi sta negando amore? Me lo sto negando da sola, cercandolo e lottando per averlo da chi amore non me ne vuole dare. Perché sono ancora una bambina dentro e l'amore lo si riceve per merito, e se loro non vogliono darmelo è perché io manco in qualcosa. Quindi sono cattiva, sono sbagliata! Senza pormi mai il dubbio che il non essere amata da qualcuno non significhi non essere degni d'amore o essere sbagliati e cattivi, ma solo non essere voluti da quelle persone.
Che poi il solo pensare di non essere voluta a me mette i brividi, perché non vorresti volermi? Perché non mi vuoi bene? Perché non mi ami? Perché non merito il tuo amore? Cosa ho fatto di sbagliato per non poter esistere anche attraverso il tuo amore? Non vedi che ti sto dando tutto, che cerco di accontenatre ogni "Io ti amo se..."? Ma chi non ti ama non vede queste cose, e anche se le vedesse non è detto che ti debba per forza amare. E allora non so dove sbattere la testa, perché sembra che io debba guadagnarmi sempre tutto e gli altri ricevano sempre e solo tutto. Che poi torno a casa mia e funziona tutto così "Io ti amo se...", che senno non arrivano le carezze, non arrivano gli abbracci. Perché dentro sono ancora una bambina piccola e l'amore per me è plateale. L'amore sono gli adulti che si baciano, giusto?
Poi capita che Lui si stanca di essere rifiutato, che non capisce quale sia il mio problema, che io sono rotta e ho paura di rompermi di più e sono goffa e impacciata. Non capisce che l'amore può anche non essere plateale. Che poi lo dico io tutto ciò? Io che penso che l'amore sia solo plateale, che se tu non mi stringi allora non mi ami.
<<Ma io ti stringo!>>
<<No, va via...>>
 E io me ne vado pure, perché ho sempre paura. Paura di non essermi meritata le cose belle, paura che poi lui si arrabbi e diventi cattivo. E se diventa cattivo allora non mi ama, allora non può amare. Me ne vado, perché tanto lui è il Principe Azzurro e prima o poi ritorna. Me ne vado perché ho troppa paura di restare, che poi magari noi finiamo e tu non torni e mi odi come tutti gli altri. E se anche tu mi odi, io poi esisto? Me ne vado perché tu non mi chiedi di restare, perché sei arrabbiato e la tua rabbia mi uccide, mi manda in frantumi. La tua rabbia saltella sui miei cocci. Quindi me ne vado, e Lui non torna. Perché anche i principi devono essere amati, hanno bisogno di essere amati e incontrano giovani donne che non sono più bambine, oppure che sanno gestire la bambina che si portano dentro, e sanno amare oltre che fare i capricci. Rimaniamo così sole, io e la bambina che mi porto dentro e che grida sempre e piange, e nessuno la consola. "Non sei amata piccolina, noi sappiamo solo amare ma non essere amate". Eravamo bambine amate, ma poi sono cresciuta senza farti crescere e non siamo manco più principesse, siamo mostri. Ed ecco, la principessa diventata guerriera, diventa il mostro.
E chi salva il mostro?
Nessuno, a fine favola viene sempre umiliato e ucciso. Certo perché non sa amare e non ama.
Allora inizio a preoccuparmi, posso essere salvata? Perché il Principe Azzurro che mi era stato destinato a inizio favola non c'è più, forse non era manco lui, oppure ha incontrato una principessa e mi è passato di fianco vedendomi solo come se fossi un mostro.
Che poi sono così bambina che non so parlare e allora come faccio a dirti che ho paura, che mi fai male, che non mi sento amata? Mi ripiego a tutti i "Io ti amo se..." che magari un poco d'amore lo riesco anche a racimolare. Perché voglio l'amore che mi viene negato, perché mi viene negato per colpa mia, perché non faccio abbastanza, non sono abbastanza, perché non esisto senza il tuo amore. Poi Lui l'ho rincontrato e volevo tanto che fosse ancora il mio Lui e per alcuni versi lo era ancora, per altri no. E io non ero più io, e ci eravamo fatti male a vicenda e non c'era più nulla ed io esistevo lo stesso. Perché crescendo ti rendi conto che esisti lo stesso, anche senza amore, anche con l'amore negato.
"Ma se tu non ami, allora io esisto ma non ne valgo la pena".
Perché l'amore si ha per merito vero? Non mi ama perché ho sbagliato, perché sono cattiva, perché mi arrabbio, perché non sono una principessa. Allora mi sono chiusa in me, perché tanto di amore non ce ne, che tanto che io dia o no non cambia nulla.
<<Papà quante volte ti ha rifiutato mamma prima di dirti si?>>
<<Tante volte ma ho sempre continuato e alla fine ci sono riuscito!>>
<<Quindi dovrei insistere anche io?>>
Ride, scuote la testa, dirà qualcosa di bello e incoraggiante penso, dirà "Certo! Insisti, persisti e conquisti! Giocati le tue carte che sei fantastica e lui capirà ciò se abbatti tutti i tuoi muri e smetti di avere paura e di pensare che tu non ne valga la pena, che per te non ci sia amore!".
E invece mi uccide <<è diverso!>>
Un diverso che dentro se ha ogni mia paura e insicurezza, e allora forse non sono predestinata a nessuno, nessun Principe Azzurro. Era tutta una bugia, perché se tu per primo non credi che meriti amore dalla persona per cui sto male, allora forse non lo merito davvero.
Perché l'amore si merita vero? L'amore si ha a colpi di "Io ti amo se..." e non di "Io ti amo perché...". "Io ti voglio bene se..." e non "Io ti voglio bene perché...". Forse l'amore per il "perché" appartiene solo a coloro che non riescono ad avere merito, valore. "Io ti amo perché sei te!".
 "Te" con tutti pregi e difetti, dubbi e incertezze, sicurezze e giornate no, arroganza e supponenza, rabbia e gioia. Tutto, tutto quello che sei e che non sei e che non riesci ad essere, e ti amo così lo stesso anche quando ti dico "Io ti amo se..." e quello che viene dopo il "se" non ti appartiene e tu non lo farai e "Io ti amo perché sei ciò che sei e non quello che non sei!".
Poi continua il suo discorso, va oltre il suo maledetto "è diverso", fa passare le sue parole attraverso il mio corpo, mi affetta.
<<Siete due tipi strani!>>
Già, siamo strani, sono strana. Il lui di questa volta non è il mio Lui, è un lui nuovo. Un altro principe, un altro nome, altro colore di occhi, altra storia. E non è amore, è un infatuazione, una cotta e io vorrei tanto che fosse amore, così tanto che ogni tanto ci provo a credere senza smettere di sperarci.
<<Infatuazioni, cotte, fanno sempre parte dell'amore!>> Fa notare una mia amica.
<<No, non sono l'amore con l'A maiuscola!>>
<<Potrebbero diventarlo oppure no, sta di fatto che ti cambiano ugualmente l'umore! Anche il volere bene fa parte dell'amore! Gli vuoi bene?>>
<<Certo che gli voglio bene? Ma non è come Lui!>>
<<No, è un altro e va bene così, tanto con Lui non ci tiri più niente fuori, ti è passata!>> E mi è passata sul serio, perché non lo sogno più e ho smesso di inseguirlo. Anche se per me è sempre e sempre sarà Amore, ma non lo voglio più perché Lui non è più il mio Lui, è un altro, è di un altra.
<<Fa male lo stesso!>>
<<Ti fa male perché non ti sei esposta e hai rimpianti! Vuoi averli anche a questo giro?>>
<<No, ma questa volta è diverso, questo nuovo lui non mi ama è tutto nuovo, non so nemmeno se gli piaccio!>>
<<Ma avete parlato?>>
<<No, mi vergogno!>>
<<Non hai più 15 anni!>> E le vorrei gridare che io 15 anni gli ho, gli ho dentro di me. 15 anni e mille insicurezze, lui non mi da certezze è tutto iniziato per caso, per gioco. Io parlavo del mio Lui e lui della sua Lei, e ad un tratto non eravamo più semplici amici.
<<Siamo amici!>>
<<Non penso proprio, quando ti piace una persona allora non sei più sua amica...>>
<<Io non gli piaccio!>>
<<Non è vero!>>
<<A me non piace!>>
<<Ci finirai sotto tanto!>> La mia amica aveva ragione, ci sono finita sotto, dentro, fino alla testa. Fino a non respirare di nuovo. Perché lui è tutto un "Io ti voglio bene se..." e ogni suo sguardo me lo devo faticare, ogni mio errore lo devo scontare, perché mi urla contro e mi ripete che son grande, di svegliarmi. Perché non mi da certezze e allora se non mi dai certezze non sei il Principe Azzurro, non mi porti via, non mi fai diventare grande. Però vorrei tanto che quel Principe Azzurro arrivasse e mi portasse via e mi facesse crescere. E se poi è lui quel principe e anche questa volta me lo faccio sfuggire?
<<Non essere ridicola, smettila di piangere, non è l'uomo della tua vita!>> Quando mi sono sentita dire questa frase avrei voluto gridare. Ma che ne sappiamo che non sia lui l'uomo della mia vita? Insomma, manco ho provato a far le cose per bene, avevo paura.
E come puoi spiegare alle persone che hai paura di amare e di essere amata, che hai così paura da scappare, che ti vergogni di avere questo bisogno e che quindi confondi le acque, depisti le persone? Se non mi espongo lui non può rifiutarmi, non può dirmi "sei niente, non vali niente per me". Se non parliamo allora posso aggrapparmi a una speranza. Come fai a spiegare e a spiegarti che amarlo vorrebbe dire tradire i tuoi genitori, il loro amore. Che amarlo vorrebbe dire anche tradire te stessa, che lo vuoi perché non puoi averlo, perché lui sembra sempre non volerti, perché con lui l'amore negato ogni tanto viene concesso?
 "Io ti amo se...Se smetti di volerlo, desiderarlo, corrergli dietro!".
Come faccio? Che poi se tu non mi abbracci io mi sento morire, e se lui non mi risfiora io mi sento sparire? Come fate a non capire che l'amore è un "Io ti amo perché...perché gli corri dietro, perché non gli correresti dietro per me, perché hai paura di amare e non lo sai fare!"!?!
"Io ti voglio bene perché...perché ti arrabbi, perché sai essere cattiva, perché non mi chiedi spiegazioni ma mi rendi conto, perché ti manco, perché mi guardi sempre!".
Ecco, invece, loro due sono uguali, ragionano a colpi di "Io ti amo se..." e il discorso è sempre lo stesso "Io ti amo se...se ti pieghi a me, se sei ciò che io voglio che tu sia quando voglio che tu lo sia!". "Io ti amo se...se smetti di essere te!". E allora questo lo si può ancora chiamare amore?
<<Ma lui mi vuole bene?>> lo chiedo un po a tutti quelli che sanno di noi.
<<Dovresti chiederglielo!>> Si, dovrei parlargli, dovrei chiedere a lui. Ma poi che succede se lui dice di no? Succede che io non valgo anche questa volta la pena. Allora non gli parlo, perché c'è sempre quella storia della speranza che è l'ultima a morire. Che se poi dice "no" allora non muore solo la speranza, muoio un poco anche io.
Poi, però, alla fine gli parlo, in verità gli grido contro, lo allontano, gli tiro due schiaffi. Mi sembra così logica la mia esplosione di rabbia. "Sono arrabbiata con te perché non mi ami, perché non mi vuoi, perché non parli chiaro, mi fai vivere nella speranza...!". Ma non dico niente di ciò, continuo a gridare cose senza senso e lui mi grida di scendere dalla macchina, di crescere. Mi urla che non capisco niente di quello che fa o non fa. E se ne va, perché era un principe e io sono stata cattiva, mi sono arrabbiata, non mi sono guadagnata il suo amore. Rimango con il dubbio di cosa non avessi capito, non ho capito se tu mi volessi o se tu non mi volessi. Cosa non ho capito? Mi volevi bene o no? Che dopo è inutile parlare, che arriva la rabbia e le parole si confondo e ti senti dire cose che con l'amore non c'entrano nulla.
Allora io vorrei gridargli che è <<Cattivo!>>. Ma anche io non sono da meno.
E allora a questo giro vorrei tanto che fossi tu il Principe Azzurro, vorrei che tu mi portassi via, che ti prendessi quella parte di vita che non riesco ad affrontare sola, quella dove non c'è amore. Ma anche tu non sei amore e non lo sei mai stato.
<<Basta, davvero, basta chiedersi che cosa pensa o no, non lo sapremo mai!>> Ecco quello che dice la mia migliore amica mentre gli mostro il suo ultimo messaggio. Io vorrei tanto capire, come fa a non capire che io ho bisogno di sapere? Di sapere se è stata tutta una finzione o se realmente non c'è mai stato nulla? Che poi, io tendo a minimizzare e ingigantire tutto, fino a quando ho così perso il senso della misura che non so manco come fosse in origine la cosa.
<<Si ma vedi, io non gli ho risposto e lui ha scritto alla nostra amica in comune...Cosa vuole?>>
<<Non importa tutto ciò, vuole fartela pagare!>> E io vorrei anche pagare tutto ciò che mi vuol far pagare, se poi ciò significasse guadagnarsi il suo amore.
Perché l'amore si ha per merito, vero?
Poi mi sale la rabbia, "certo, perché naturalmente non mi può volere bene! Vuole solo vendicarsi della mia rabbia!". Non lo dico neanche tutto ciò, non avrebbe senso, perché quello che conta ce l'ho sotto gli occhi ben scritto. Un messaggio che spiega tutto e spiega nulla. Un messaggio che dice nuovamente che non sono amata, che per avere anche solo una briciola di affetto dovrei piegarmi, quasi spezzarmi, prostrarmi.
E sono nuovamente arrabbiata, e sempre meno principessa e manco più guerriera, solo mostro.
Me la prendo con loro, perché loro si amano e vorrebbero ancora che io gli amassi come quando ero piccola, come quando non avevo assaggiato nemmeno una briciola dell'amore dei grandi.
La mamma torna, papà torna, ma lui? Perché a un certo punto hai bisogno di altro, altro amore, qualcuno che ritorni perché vuole tornare, restare, lottare, piegarsi, accompagnarti. E loro danno per scontato che il loro amore mi basti, e io mi arrabbio di più perché non basta più e mi chiedo come facciano a non capirlo. A non capire che se lui non mi vuole io ho il diritto di stare male, di piangere, di non voler parlare con loro. Il diritto e la voglia di essere amata da qualcun altro. Il bisogno di esistere anche grazie all'amore di qualcun altro.
Ma questo è il difetto delle persone che sono amate e che ti amano: non capiscono quando il loro amore non basta più, anche se hanno dato tutto quello che avevano e ti darebbero ancora altro.
<<Si sopravvivere a tutto nella vita, tu lo sai benissimo!>>
 Si, anche all'amore non ricevuto, anche a tutte le volte che ti sei piegata per un "Io ti amo se..." che non ha portato a nulla. Ed è una consolazione o una condanna? A che prezzo sono pronta ad arrivare per sopravvivere, perché sopravvivere è molto diverso dal vivere. Sopravvivere vuol dire andare avanti di stenti, avanti in mezzo alla desolazione e al dolore, avanti nonostante tutto. Vivere è altro, è provare sensazioni anche belle in mezzo a tutto il resto. Vivere va oltre all'amare se stessi, è anche essere amati, apprezzati, consolati, giustificati, perdonati. Vivere è quel famoso "Io ti amo perché...", "Io ti amo anche se...". Quindi mi chiedo, è vero, si può sopravvivere a tutto, ma si può vivere anche con l'amore negato?


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8 commenti

  1. Ti neghi l'amore e all'amore, se ho capito bene le tue parole. Io sono dell'idea che l'amore non debba completare, che non si debba vivere per l'altro e non si debba mai perdere la propria individualità. L'amore non deve incatenare, non deve essere possessione, non deve pretendere. Deve essere rispetto prima di tutto di se stessi e poi dell'altro e poi, ancora, di ciò che si è in due. Non è che un compromesso continuo, a volte faticoso, a volte no. Non deve essere aspettativa perché l'amore che ricevi non sarà mai quello che tu hai in testa ma non perché gli altri sono stronzi ma perché dare e dimostrare è soggettivo e sono soggettivi i modi in cui farlo. (Ovviamente parto dal presupposto di una storia sana ed equilibrata).
    L'unica cosa che mi viene da dirti è quella di essere meno esigente con te stessa (e forse anche con gli altri) e di darti fiducia. Perché tutto meritiamo e non esistono i "ti amo se..." ma solo i "ti amo comunque" e i "ti amo ANCHE se..." che sono cosa ben diversa.

    Ti abbraccio.

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    1. Come sempre le tue parole sono un tocca sana... Penso che il problema sia propria questo: io non sono equilibrata e mi lego sempre a persone che sono peggio di me... Ma con lavoro e impegno è tutto rimediabile spero e credo... Nel frattempo mi raggomitolo nel tuo abbraccio <3

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  2. chi ha avuto un'infanzia incredibilmente bella e piena di soffici nuvole rosa, capita abbia difficoltà nei rapporti una volta adulto...
    però chiuderti così proroga bellezza a te e solo a te

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    1. Purtroppo si... Ma poi mi riapro e mi richiudo e penso sia tutta un altalena e che prima o poi la bellezza arrivi...

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  3. In tutto questo, vedo dolore e frustrazione, un desiderio irrefrenabile di essere amata… ma la domanda che vorrei porti è, tu, te stessa, la ami? Perché è da lì che parte tutto, credo. Che parte l'amore dei grandi, quello "sano". Senza i "se" e i ricatti. Riuscire ad amare se stessi è il primo passo verso l'avvicinarsi a persone che il nostro amore lo meritano, e che forse, chissà, magari possono anche amarci. Perché purtroppo non lo sappiamo, se ci ricambieranno o no. Non esiste il Principe; io non ho mai voluto crederci, che ci fosse un Lui perfetto per me dico, quello del "bacio del vero amore" che i film Disney ci hanno fatto desiderare. Pensare che la persona giusta possa essere una e una sola… no, non voglio crederci. Io amo visceralmente l'uomo che ho accanto ora. Ma voglio pensare, credere, e sapere che se un giorno finirà, anche se starò male vomiterò piangerò, una mattina potrò svegliarmi e ricominciare a camminare. E un giorno incrociare il cammino con qualcun'altro che mi farà sorridere. Anche se avrò paura di piangere, vomitare e stare male ancora. Perché l'amore fa male, quando finisce o è negato, ma la gioia che ha dato e può dare quando funziona… per me, vale la pena.

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    1. C'è un po' di tutto, dolore sicuramente, frustrazione pure, ma anche consapevolezza e poi ogni giorno cambio idea sull'argomento, ma si io sono convinta che un Lui ci sia solo che tale veste la ricoprono tanti altri lui che non sono mai lo stesso ma ricoprono quel ruolo, lo so è un po' incasinato come concetto, ma io sono parecchio incasinata...un bacione

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  4. ché l'amore, in fondo, è un po' come morire.

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