"Ed io credevo fossi a tanto da me, invece c’era tanto spazio tra me e te... ed io credevo fossi a tanto da me, invece c’ero solo io tra me e te..."

(cit. "1996 La stagione del rumore "- Levante)


Ti penso?
Mi pensi?
E a che serve pensarsi senza mai incontrarsi?
E a che serve pensarsi senza mancarsi?
Una volta ho amato, per certo so di aver amato, con tutta me stessa e molto di più, una volta invece so di aver potuto amare e forse l'ho fatto, senza alcuna certezza l'ho fatto, e forse non l'ho dimostrato, anzi sicuramente non l'ho saputo dire, figuriamoci mostrare.
Ho mai permesso a qualcuno di vedere il mio cuore? Ti ho mostrato le mie cicatrici, quelle si. Ma prima di te? Forse una volta, anzi quasi sicuramente una volta alla persona sbagliata che però era quella giusta per me, ho dato tutto quello che avevo da poter donare, pezzi di cuore inclusi.
Ma prima? Prima, tutto quell'amore che avevo dentro l'ho mai dimostrato?
Lui dice che non l'ho mai amato, io dico che a modo mio, l'ho amato moltissimo, con insicurezza e con un cuore così acerbo da non sapere manco se fosse il mio, così non gli ho mai detto che in verità il cuore che avevo a mia disposizione ce lo avevo messo pure in gioco.
L'altro dice che non lo sapeva di farmi mancare un battito ad ogni sguardo e un respiro ad ogni parola, ma giocava su quello e alla fine sapeva, come io sapevo, solo che era più facile ignorare, fingere di non sapere, dimenticare.
E tu cosa sai? Hai mai amato? Ma amato davvero? Amato così tanto da rinunciare a una parte di te, amato così tanto da aver imparato a ridere e poi a piangere, da aver imparato ad aspettare, da aver imparato ad andare avanti?
E io? Io sono mai andata avanti? Mi sono mossa, e sono giunta a te, per caso, per gioco, senza amore ma con tanto cuore, qualche paura, molti progetti.
E tu?
Tu amico mio, come sei arrivato a me?
Qual'è la tua storia infernale?
Chi hai dovuto dimenticare?
Come fai a perdonarti sempre? Come fai a pensarmi raramente?
E io? Io come faccio a pensarti fra il traffico di una tangenziale di una piccola ma numerosa provincia che tu odi ed io fingo di detestare? Come faccio a ricordarti riuscendo a provare praticamente nulla?
E come sono sopravvissuta?
E come faccio ad amare ancora? Come posso perdonarti nonostante tu sia imperdonabile? Come posso avere ancora qualcosa da perdere nonostante abbia perso tutto ciò che pensavo fosse imperdibile?
E io so amare ancora? So amare, nonostante sia andata oltre quella volta che ero così felice da essere vulnerabile e allo stesso tempo invincibile?
E tu, sai ancora amare? E tu, tu hai mai amato persino quando hai perso?
Ora che mi hai perso te ne accorgi? Magari mentre sei in coda sul grande raccordo anulare o durante un accordo che ti ricorda un pomeriggio di Domenica e una città vista dall'alto?
Come faccio a non avere paura nonostante le mie mille paure? E come faccio a sentirti distante dopo tutta la vicinanza?
Sarà che una volta ho aspettato così tanto da dimenticarmi del tempo che scorreva, da scordarmi di muovermi, da restare con il cuore fermo e l'anima così inattesa da essere incapace di vedere un poco più in là. Sarà che ci credevo così tanto che se ci ripenso ancora sorrido, sarà che non mi sono arresa e quando ho lasciato è stato perché non c'era più niente che valesse la pena di tenere, se non il ricordo di un amore così grande da non esistere, e una cicatrice così piccola da essere senza fine e senza limite.
Sarà che l'ultima volta che fra due braccia mi sono sentita a casa ero fra braccia sbagliate e in una casa che non era più mia ma che riconoscevo dai battiti di un altro cuore oltre che il mio, da un profumo così famigliare da riuscire a percepirlo dopo tanto dolore come estraneo.
Sarà che puoi suonare sul mio corpo qualsiasi melodia ma se non è la mia, sarà solo rumore e frastuono. Sarà che non ho più voglia di sentirti parlare, che anche il tuo silenzio non ha più un valore.

Sarà che il bene è finito, sarà che io voglio sempre di più, che divento sempre qualcosa in più, sarà che anche se ho paura so essere piena di coraggio, sarà che delle indecisioni sono stanca, sarà che sono altro rispetto a quello che conoscevi tu...Sarà che ho amato ma amato davvero e ora so riconoscere quando di amore non ce n'è....sarà che amare vuol dire andare avanti, che amare significa prima di tutto amarsi, che amare voglia dire farsi domande e avere qualcuno che a modo suo provi a rispondere e quando non si sa che dire ci si stringe più forte...Sarà che ora, ora, siamo così lontani da essere anche distanti e che sappiamo stare senza uno dell'atro, perché non siamo mancanza, perché ti penso in un ritaglio di tempo così limitato da riuscire a scordare che tu non mi pensi affatto...Sarà....sarà che non mi sai baciare, non mi sai aiutare, non mi sai mancare, non mi sai amare, non sai amarti, non sai così tante cose e non ti interessi manco di saperle, sarà che siamo così diversi da essere simili, sarà che io non so più tornare e tu non sai restare, sarà che dovresti avere più cura di te e amarti un poco di più, anche al posto mio...
Sarà che quando trascuri, alla fine perdi!

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14 commenti

  1. Parole sante, tormenti che tutti abbiamo provato, chi più chi meno, ma è giusta una nota sola, alla fine, saper rivestirsi con i propri sbagli. E ripartire.

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    1. Esattamente, si riparte sempre, finché si può e si può finché si è vivi! Un abbraccio

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  2. e comunque se mi citi Levante, per me è amore totale verso te :-)

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    1. :) :) :) Lo so, ogni tanto sorprendo con effetti speciali :P <3

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  3. Purtroppo la vita ci riserva sempre sorprese e proprio la sfera affettiva, molte volte è coinvolta.
    Bisogna reagire sempre e ripartire, il tuo cuore saprà, quale migliore decisione prendere.
    Saluti a presto.

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    1. Già, ma è il bello del gioco e soprattutto non è detto che una perdita sia per forza una sconfitta che non abbia in serbo altre vittorie :)

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  4. Io quando ti leggo rimango senza fiato.

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  5. Non è semplicissimo commentare questo post perchè c'è tanto, direi "troppo" (ma in senso positivo eh) di tuo per... capire fino in fondo, per leggere magari tra le righe questo o quel riferimento. Il tutto comunque nonostante, poi, il concetto sia piuttosto chiaro.
    Quello che mi sento di dirti, perciò, è che negli affetti, nei sentimenti, secondo me la cosa più importante è essere VERAMENTE ricambiati, e trovare qualcuno che ci faccia stare sereni, bene con noi stessi e nel mondo, non per brevi periodi/momenti ma in maniera continuativa. Quindi ecco, se c'è qualcuno che può rappresentare questo per te è giusto che tu combatta per quel rapporto, se invece non è così... lasciar perdere e guardare avanti, dove di certo ti aspetta qualcosa più adatto a te e a quello che sei e che desideri.

    Un grande saluto :)

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    1. Come sempre nelle tue parole trovo un poco di conforto e tanta comprensione! Grazie mille, direi che quel rapporto non era salutare e tanto meno soddisfacente, o meglio, picchi alti pochi e tantissimi bassi e rara, sporadica serenità! Si aspetta il meglio, come sempre :) Un abbraccio

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  6. Risposte
    1. Oh, grazie, ora arrossisco un poco! Grazie davvero <3

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  7. ...parole sante! Specie in questo periodo per me!
    Un abbraccio, Luisa

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