Amici bloggerosi, torno a parlarvi di Centisia Fior di Bosco e oggi vi voglio raccontare le mie impressioni sul Nopal Oil della Linea al Fico d'India e di...
Order Tracking, il tuo migliore amico per gli ordini online!
- 18:12:00
- By Federica R
- 8 Comments




Oggi miei cari lettori e lettrici vi voglio parlare di un sito iper super mega utile per chi come me è un ossessionato di shopping online e vive...

male, d'accettare, perché qui non c'è niente che si possa salvare, cambiare, migliorare. In questa storia il principe è il mostro e la principessa forse è anche peggio, e ora mi devo perdonare e aspettare che tutto questo scompiglio passi. Mi devo amare, tanto, tantissimo e smettere di pensare che quelle briciole mi potessero bastare per essere felice. Ho un problema di dipendenza affettiva e tu ero il mio spacciatore preferito. Devo rimettere insieme i pezzi, da una vita, di una vita, per la mia vita.
Manchi da togliere il fiato e io voglio respirare, aspetto con ansia il giorno nel quale non farai più male...attendo, tanto so che arriverà, perché tutto passa, persino quello che ti trapassa!
Carta da Forno Riutilizzabile Amazy, un piccolo passo ZeroWaste!
- 18:03:00
- By Federica R
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Eccomi tornata sul blog dopo queste vacanze estive favolose, strepitose, lunghissime che chi mi segue su Instagram un pò ha già visto!😊 Voi come avete passato questi mesi...
Io un cuore ce l'ho, e scossa, batte, si ribella, si spezza, corre veloce in quelle tachicardie che ti fanno sentire che sei vivo per davvero.
Io un cuore ce l'ho e non voglio silenziarlo, metterlo a tacere, prenderlo a pugni con la ragione, calpestarlo con il menefreghismo di chi decide di non voler sentire niente.
Io un cuore ce l'ho e mi manchi e ti odio per avermelo mandato in frantumi e ti voglio così bene che mi squilibri l'umore, mi impalli i pensieri, mi trafiggi nel ricordo.
Io un cuore ce l'ho ed è disorientato, in confusione, che davanti alla crudeltà di chi ti abbandona ferondoti sorridendo rimane esterefatto, paralizzato, quasi fermo.
Io un cuore ce l'ho e allora rido, bevo tantissimo da far girare tutto il locale, faccio un baccano incredibile e risplendo perché quello che sono non lo puoi oscurare neanche essendomi indifferente.
Io un cuore ce l'ho e non ti riesco ad ignorare e neanche a perdonare, e ti odio e mi manchi che te lo griderei in faccia così forte da farti sanguinare, da farti male.
Io un cuore ce l'ho e non ci gioco più, che i sentimenti sono una cosa seria, che io ho un valore che non posso e non voglio abbassare.
Io un cuore ce l'ho e ti sogno e mi sveglio e non capisco come tu sia potuto diventare un incubo da dimenticare, una recita sopraffina, una inutile e amara finzione.
Io un cuore ce l'ho e non lo so controllare, dominare, placare.
Io un cuore ce l'ho...te non lo so!
Io un cuore ce l'ho e non voglio silenziarlo, metterlo a tacere, prenderlo a pugni con la ragione, calpestarlo con il menefreghismo di chi decide di non voler sentire niente.
Io un cuore ce l'ho e mi manchi e ti odio per avermelo mandato in frantumi e ti voglio così bene che mi squilibri l'umore, mi impalli i pensieri, mi trafiggi nel ricordo.

Io un cuore ce l'ho e allora rido, bevo tantissimo da far girare tutto il locale, faccio un baccano incredibile e risplendo perché quello che sono non lo puoi oscurare neanche essendomi indifferente.
Io un cuore ce l'ho e non ti riesco ad ignorare e neanche a perdonare, e ti odio e mi manchi che te lo griderei in faccia così forte da farti sanguinare, da farti male.
Io un cuore ce l'ho e non ci gioco più, che i sentimenti sono una cosa seria, che io ho un valore che non posso e non voglio abbassare.
Io un cuore ce l'ho e ti sogno e mi sveglio e non capisco come tu sia potuto diventare un incubo da dimenticare, una recita sopraffina, una inutile e amara finzione.
Io un cuore ce l'ho e non lo so controllare, dominare, placare.
Io un cuore ce l'ho...te non lo so!
Ho gli occhi pieni di mille sfumature di azzurro, la pelle abbronzatissima, ancora la sensazione del calore del Sole addosso. La prima spiaggia che abbiamo visto 😍 La...
"Io questa sera mi vesto da sogno, esco e ritorno domani... Perso nel cielo anche io, con gli occhi ancora in cerca degli aeroplani..."
- 22:28:00
- By Federica R
- 48 Comments
("Aereoplani" - Coez)
Mi piacciono le serate felici, quelle dove bevi vino, dove ridi tanto, dove chiacchieri e ti conosci che non smetti mai di scoprire cose nuove della persona che hai davanti.
Mi piace tornare a casa con il sorriso stampato e una playlist in riproduzione casuale che sembra passare tutte le canzoni giuste e allora divento felice, che mi piace pensare di essere unita al caso, di poterlo influenzare con il mio umore.
Non mi pento più di niente, ne di quello che faccio ne di quello che non faccio.
E sono felice e poi triste, rido a crepapelle, mi addormento singhiozzando, sogno tanto più ad occhi aperti che chiusi.
Che forse è anche vero che si impara più dagli errori che dalle scelte giuste, ma delle volte è così bello non imparare niente, non capirci niente, esserci e basta senza morale, senza etica, senza logica.
Non mi pento più nemmeno per i baci che gli ho dato che a volte tremavo e altre volte ridevo ed era bello vivere qualcosa a caso, ed era bello sporcare il piumone di rossetto, prendere un treno e raggiungerlo, esporsi fino a farsi male e imparare a capire quando è l'ora di mollare la presa e mettersi in salvo.
Che puoi amare tutti, ma devi amare te stesso molto di più.
Non mi pento nemmeno di quando piango e non capisco, non mi do pace e arriva potente come una pugnalata in pieno petto la malinconia di una farsa.
Ma sapete che vi dico?
Io sono io e mi vado bene così, con il mio dolore, con i miei sorrisi, la mia negatività, la mia positività, la mia energia e la voglia di fare, scoprire, cantare, urlare. So anche fare le rivoluzioni o almeno ci provo. E impazzisco e mi innamoro di persone sbagliatissime e mi ubriaco, faccio mattino, recupero vecchi rapporti, so ancora vedere la bellezza oltre l'orrore. Io so metterci il cuore e delle volte lo rimpongo nelle mani sbagliate e poi vado a riprenderlo e pago le spese di quei girotondi continui intorni ai miei vuoti emotivi.
Ma non ho sprecato nulla, conservo tutto, ci so anche ridere su, riesco ancora a ricordare con amore chi mi ha fatto male ma anche tanto bene, quei piccoli unici e inestimabili momenti dove ero lì con tutta me stessa e sentivo tutto e provavo tanto.
Sono una dipendente emotiva, in una continua riabilitazione dai rapporti con gli altri, alla continua ricerca di me stessa e mi perdo e mi trovo e mi riperdo e non smetto mai di stancarmi di me, di questa vita, dell'altro, del bene e del male!
No, ad oggi non mi pento di niente...accolgo tutto...mi abbraccio e vado avanti senza fretta, con pazienza, con tutto l'amore e il tempo necessario!
Mi piacciono le serate felici, quelle dove bevi vino, dove ridi tanto, dove chiacchieri e ti conosci che non smetti mai di scoprire cose nuove della persona che hai davanti.
Mi piace tornare a casa con il sorriso stampato e una playlist in riproduzione casuale che sembra passare tutte le canzoni giuste e allora divento felice, che mi piace pensare di essere unita al caso, di poterlo influenzare con il mio umore.
Non mi pento più di niente, ne di quello che faccio ne di quello che non faccio.

Che forse è anche vero che si impara più dagli errori che dalle scelte giuste, ma delle volte è così bello non imparare niente, non capirci niente, esserci e basta senza morale, senza etica, senza logica.
Non mi pento più nemmeno per i baci che gli ho dato che a volte tremavo e altre volte ridevo ed era bello vivere qualcosa a caso, ed era bello sporcare il piumone di rossetto, prendere un treno e raggiungerlo, esporsi fino a farsi male e imparare a capire quando è l'ora di mollare la presa e mettersi in salvo.
Che puoi amare tutti, ma devi amare te stesso molto di più.
Non mi pento nemmeno di quando piango e non capisco, non mi do pace e arriva potente come una pugnalata in pieno petto la malinconia di una farsa.
Ma sapete che vi dico?
Io sono io e mi vado bene così, con il mio dolore, con i miei sorrisi, la mia negatività, la mia positività, la mia energia e la voglia di fare, scoprire, cantare, urlare. So anche fare le rivoluzioni o almeno ci provo. E impazzisco e mi innamoro di persone sbagliatissime e mi ubriaco, faccio mattino, recupero vecchi rapporti, so ancora vedere la bellezza oltre l'orrore. Io so metterci il cuore e delle volte lo rimpongo nelle mani sbagliate e poi vado a riprenderlo e pago le spese di quei girotondi continui intorni ai miei vuoti emotivi.

Sono una dipendente emotiva, in una continua riabilitazione dai rapporti con gli altri, alla continua ricerca di me stessa e mi perdo e mi trovo e mi riperdo e non smetto mai di stancarmi di me, di questa vita, dell'altro, del bene e del male!
No, ad oggi non mi pento di niente...accolgo tutto...mi abbraccio e vado avanti senza fretta, con pazienza, con tutto l'amore e il tempo necessario!
"Capisci i sentimenti quando te li fanno a pezzi, è bello rimettere insieme i pezzi vedere che alla fine stanno in piedi anche da soli..."
- 00:42:00
- By Federica R
- 22 Comments
E' quasi un paradosso, ma ci vuole una gran forza per essere fragili. E non parlo della forza che serve per rialzarsi, ma di quella che bisogna avere per ammetterlo a se stessi.
Io sono fragile, e mi viene quasi da ridere e mi viene quasi da piangere mentre quella parolina con tutta la potenza del suo significato mi riecheggia in testa, compare scritta nero su bianco.
Io sono fragile, ora lo so.
Non sono la vittima di nessuno, nemmeno forse di me stessa perché mi amo tanto e spesso anche male ma sta di fatto che nel profondo non mi farei mai del male e so sempre quando è l'ora di prendere il mio cuore e portarlo in salvo. Amo la mia ingenuità, la mia capacità di andare oltre al male, la determinazione che ci metto per far si che il dolore non vada mai sprecato in cattiverie ma si converta in amore per me stessa e il prossimo.
Mi amo perfino quando finisco per amare persone sbagliate e mi accorgo che do oltre a quello che pensavo di riuscire a dare, che mi so buttare e so abbracciare, ascoltare e volere bene con ogni singola cellula del mio essere.
Sono fragile e allora mi fingo forte e raggiro il dolore e mi lascio condizionare da quell'immagine idealizzata che tutti abbiamo di noi stessi e di chi vorremmo essere.
Allora forse è arrivato il momento di smettere di raccogliere i cocci e guardarli per bene, di attraversare il dolore per davvero, di accoglierlo per poi lasciarlo andare. Fa quasi paura...che cosa c'è dopo? Com'è la vita quando si è sereni per davvero? E cosa succede quando si ama qualcuno che ti ama?
Non so, sono curiosa di scoprirlo...era inevitabile che succedesse no? Non basterebbe un post per raccontarvi la follia di questi mesi, come una persona negativa possa arrivare a spolparti, prosciugarti, svuotarti, farti vedere tutto nero e diventare una calamita per la sfortuna. Penso di essermi relazionata per quasi un anno con un narcisista patologico, non lo auguro a nessuno, qualcuno dirà che me la sono cercata in verità l'amore sia quando c'è che quando non c'è ma si pensa che ci possa essere è un gioco d'incastri, un colmarsi i vuoti, un leccarsi le ferite. Accoppiata vincente: narcisita patologico lui, empatica che non lo vuole ammettere io, incapace di amare lui e confusa a riguardo e piena di bisogno e di paura di essere amata io.
L'inizio di una catastrofe forse...ma ricordatevelo: io mi amo e sono fragile ma non stupida, e quindi prendo questa brutta esperienza e la faccio diventare un nuovo inzio perché sono fragile, ma infrangibile!
Se prima ero alla ricerca del mio posto nel mondo, ora sono presa dal trovare me!
Io sono fragile, e mi viene quasi da ridere e mi viene quasi da piangere mentre quella parolina con tutta la potenza del suo significato mi riecheggia in testa, compare scritta nero su bianco.
Io sono fragile, ora lo so.
Non sono la vittima di nessuno, nemmeno forse di me stessa perché mi amo tanto e spesso anche male ma sta di fatto che nel profondo non mi farei mai del male e so sempre quando è l'ora di prendere il mio cuore e portarlo in salvo. Amo la mia ingenuità, la mia capacità di andare oltre al male, la determinazione che ci metto per far si che il dolore non vada mai sprecato in cattiverie ma si converta in amore per me stessa e il prossimo.
Mi amo perfino quando finisco per amare persone sbagliate e mi accorgo che do oltre a quello che pensavo di riuscire a dare, che mi so buttare e so abbracciare, ascoltare e volere bene con ogni singola cellula del mio essere.
Sono fragile e allora mi fingo forte e raggiro il dolore e mi lascio condizionare da quell'immagine idealizzata che tutti abbiamo di noi stessi e di chi vorremmo essere.
Allora forse è arrivato il momento di smettere di raccogliere i cocci e guardarli per bene, di attraversare il dolore per davvero, di accoglierlo per poi lasciarlo andare. Fa quasi paura...che cosa c'è dopo? Com'è la vita quando si è sereni per davvero? E cosa succede quando si ama qualcuno che ti ama?
Non so, sono curiosa di scoprirlo...era inevitabile che succedesse no? Non basterebbe un post per raccontarvi la follia di questi mesi, come una persona negativa possa arrivare a spolparti, prosciugarti, svuotarti, farti vedere tutto nero e diventare una calamita per la sfortuna. Penso di essermi relazionata per quasi un anno con un narcisista patologico, non lo auguro a nessuno, qualcuno dirà che me la sono cercata in verità l'amore sia quando c'è che quando non c'è ma si pensa che ci possa essere è un gioco d'incastri, un colmarsi i vuoti, un leccarsi le ferite. Accoppiata vincente: narcisita patologico lui, empatica che non lo vuole ammettere io, incapace di amare lui e confusa a riguardo e piena di bisogno e di paura di essere amata io.
L'inizio di una catastrofe forse...ma ricordatevelo: io mi amo e sono fragile ma non stupida, e quindi prendo questa brutta esperienza e la faccio diventare un nuovo inzio perché sono fragile, ma infrangibile!
Se prima ero alla ricerca del mio posto nel mondo, ora sono presa dal trovare me!
"A te, Amore, per tutte le notti che non abbiamo passato a Parigi."
- 03:28:00
- By Federica R
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Quella notte l'avevo passata con le mie amiche imbucandoci a un addio al nubilato, bevendo gratis e ballando tutta notte sui tavoli. Non mi ero mai sentita così leggera, così pienamente nella mia età. Al mio posto.
C'è un momento giusto per ogni cosa che rende perfetta l'età che si sta vivendo: uno per innamorarsi su un terrazzo con addosso uno stupido vestito verde di un ragazzo dagli occhi più belli che io abbia mai visto con una giacca di pelle addosso e una sigaretta quasi finita, uno per essere delle ragazze ubriache in riva al mare, uno per passare la notte in pigiama con le amiche a parlare di chi si è spinta più oltre con qualcuno e ridere a crepapelle, uno per prendere le tue scelte e accorgerti che a sto giro la responsabilità è tua e solamente tua, uno dove la cosa più sensata da fare ti sembra spogliarti e buttarti in piscina in intimo bianco, una dove prendi un amica e ti dai a 10giorni in giro per l'Italia e mangi tanto e ti diverti di più. Attimi, momenti, vita!
Non ho avuto molta leggerezza, il mondo mi è crollato addosso da bambina in un istante e poi non ha smesso di franare...un susseguirsi di tentativi dove l'unico scopo era non farsi mancare la terra sotto i piedi.
Succede, poteva andare peggio mi dico...poteva anche andare meglio penso.
Sapete cosa mi è mancato di questi 20 anni che tra poco finiranno? L'essere scelta da qualcuno e amata come solo a 20anni si sa fare...con l'ardore, la spensieratezza, la passione, le promesse non promesse. L'essere portata al mare infrasettimana, crescere anche per poco con qualcuno al mio fianco, il bacio il giorno della laurea, qualcuno al quale gridare è finita e poi scoprire che non lo fosse affatto, lasciarsi per poi riprendersi una sera a caso. E fidatevi questo tipo di amore lo puoi solo avere a 20anni non prima, non dopo.
Poi cambia il ritmo del cuore, il tempo, le necessità, poi si diventa adulti.
Ecco forse questa è la foto emblema di qualcosa che non ho avuto e che mai avrò perché il tempo dove tutto ciò avrebbe avuto un significato è cambiato.
No, non qualcuno che mi ami, non sono così negativa...è che c'è una bella differenza fra l'essere una ragazza che balla brilla e scalza sui tavoli a 18anni e una che lo fa a 36.
E quindi ancora una volta..."A te, Amore, per tutte le notti che non abbiamo passato a Parigi."
(Ti ho Voluto Bene Veramente - Marco Mengoni) C'è quella foto che ho ritagliato minuziosamente affinché tu ci fossi e non ci fossi, con le tue facce buffe...
Fusilli alla crema di broccoli con peperoni gialli e rossi e cipolle dorate al forno, filetto sott'olio di tonno e lamalle di mandorle!
- 12:02:00
- By Federica R
- 41 Comments




Per chi mi segue su IG questo piatto già lo ha visto qualche giorno fa! Ve lo dico subito, questa ricetta mi è uscita veramente molto bene e...
( Dalla tua parte - Alessandra Amoroso)
Vi sto scrivendo dopo una delle docce più belle della mia vita, una di quelle l'acqua che scivola addosso si porta via anche i pensieri, una di quelle dove quando esci sei più leggera dentro. Mi sono pure coccolata con il mio rituale post doccia, che non sempre riesco ad eseguire: olio e crema corpo e ora profumo ancora più di buono del solito.
Lavoro su me stessa da sempre; in perenne lotta fra me e me.
Ma in questi giorni di sparizione, di dolore, di pensieri scomposti e attimi rubati sto cambiando.
Sbagliavo il metodo, anzi, non avevo proprio un metodo, ero solo un turbinio di emozioni, di paure e di perenne confusione data da una profonda e radicata non accettazione.
Sto riordinando la mia vita, raccogliendo i miei pensieri, uscendo dai miei schemi, sto imparando ad accettare il dato di fatto che anche io ho dei bisogni ed è giusto dirli, ed è giusto quando si può provare a soddisfarli.
Tutti ti dicono sempre "AMATI!" e credetemi quando vi dico che amarsi in una maniera sana non è così ovvio, non è così facile o scontato.
Mi sono sempre amata tantissimo, ma non nel modo corretto. Mi ero chiusa in un guscio tutto mio dettato dal bisogno di salvaguardarmi, proteggermi, fuggire da tutto quel dolore, dai bisogni negati, dal mio non essere ascoltata e capita.
Così sono finita per smettere di ascoltarmi anche io, per mettere a tacere i miei sentimenti, o bianco o nero, o tutto o niente!
E ce l'ho sempre fatta in tutto, con grandissima fatica, con notti insonni, con i miei periodi super no alternati da periodi super si, fino a che mi sono spaventata.
Capita sapete? Succede che una fa tutto da sola, che riesce a portare a casa obiettivi e risultati, che si mette costantemente in gioco e poi ad un tratto fra una colazione di corsa e l'ennesimo ostacolo da superare, ti blocchi. E con un pugno dritto nello stomaco ti arriva come l'idea che se anche questa volta ce la farai da sola, se anche questa volta sarai in grado di tenere insieme tutti i pezzi, di bastarti dopo non avrei più davvero bisogno di nessuno.
La solitudine, quella nella quale mi sono un po rilegata e un po mi hanno messa, è sempre stata la mia più grande paura. Bastarmi mi ha sempre terrorizzata, posso essere così piena, così ingombrante di emozioni che poi non ci sarebbe stato posto per nessun altro, o ancora peggio l'altro mi avrebbe allontanato e accantonato in un angolo perché troppo. Sono sempre stata definita troppo poco o troppo tanto nella mia vita, forse il vero sbaglio è stato permettere agli altri di definirmi, darmi in pasto al prossimo. Succede...forse un giorno vi parlerò di quel passato ingombrante che mi ha portato ad essere una ragazza tanto sensibile quanto buona quanto spesso infelice.
Ma tornando a noi, sto lavorando con metodo su me stessa.
E' tutto iniziato dalla voglia e il bisogno di stare bene, da una scelta sbagliata agli occhi di tutti ma senza la quale adesso stare ancora peggio e un libro che si può leggere (come tutti i libri d'altronde) solo quando si è davvero pronti di leggerlo non solo con gli occhi e la mente ma anche con il cuore.
Sto riordinando la mia vita partendo dalla mia stanza, chiedendomi se le cose che indosso, se quello che ho intorno mi rendono veramente felice. Sommersa dal disordine dentro ho pensato bene di riversarlo anche nello spazio che abito, nell'ambiente nel quale dormo, nella mia incostanza in tutto ciò che mi spaventa perché mi fa sentire troppo viva, troppo fuori controllo, troppo me.
Non mi ero mai chiesta: ma questa cosa/persona/momento ti rende felice? E tanto più mi ero mai permessa di gettare niente.
Sto assemblando sacchi su sacchi di roba che finirà per essere venduta o donata ai più bisognosi, pezzi pesanti d'infelicità che se ne vanno. Vestiti che non mi fanno sentire felice e tanto meno in pace con me stessa. Oggetti che mi ancorano a un passato che è mio ma che non è più il mio presente e che non mi può rappresentare per sempre!
La cosa bella? Non mi sto concentrando su ciò che lascio, ma su ciò che tengo: me, i miei bisogni che voglio assolutamente scoprire e provare a soddisfare, le mie emozioni positive io che mi sono sempre concentrata su tutto ciò che provo di negativo...che della felicità avevo paura, perché è momentanea, perché poi passa, perché tutto ciò che finisce a me ha sempre fatto male.
Mi ero accorta di non avere quasi più il controllo di nulla; preda solo di sensazioni negative, timori e ansie.
Ma io sono una ragazza pratica, ho grandi doti di problem solving, sono una che lotta, che non molla, che ci sbatte la testa, che cade e si rialza. E ho una gran voglia di stare bene, di equilibrio e pace.
Ho la mia skin care routine quotidiana, la mia tisana con libro la sera, la mia lucina ad unicorno che amo e mi da l'idea che camera mia sia un posto fatato, sto iniziando a prendere piccole decisioni, ho programmato due viaggi, tralasciato la sessione invernale perché ho anche il diritto di riprendermi e non sempre essere forte quando ogni parte di noi dentro è fragile.
Oggi sono andata a correre, si voglio iniziare a correre, ho comprato anche le scarpe apposite e oggi le ho usate per la prima volta, 30 minuti alternando corsa a camminata, ho percorso 2,58km pochissimo per molti ma tantissimo per me...bellissimo!
Ho sempre avuto paura delle sensazioni troppo forti provate dal mio corpo, le ho sempre represse. In verità non ho mai avuto un buon rapporto con la mia esteriorità, mi sono sempre sentita goffa e bruttina, mi sono sempre vergognata delle mie forme e quelle poche volte che mi piacevo e mettevo in risalto il mio corpo arrivavano i giudizi o le critiche. Ma ora basta, ho bisogno di riprendere fiato, di sentire i miei muscoli, di stare all'aria aperta, d'incontrare altre persone mentre sudo e arranco e non vergognarmi o intimorirmi!
Non mi piace correre in sé, mi piace la sensazione che si prova quando si finisce un obiettivo dove ho usato e stancato il mio corpo, mi piace la leggerezza dopo la fatica, mi piace la disciplina che ci vuole!
Oggi sto bene, voglio continuare così...è solo un germoglio di me, me ne voglio prendere cura, voglio fiorire!

Lavoro su me stessa da sempre; in perenne lotta fra me e me.
Ma in questi giorni di sparizione, di dolore, di pensieri scomposti e attimi rubati sto cambiando.
Sbagliavo il metodo, anzi, non avevo proprio un metodo, ero solo un turbinio di emozioni, di paure e di perenne confusione data da una profonda e radicata non accettazione.
Sto riordinando la mia vita, raccogliendo i miei pensieri, uscendo dai miei schemi, sto imparando ad accettare il dato di fatto che anche io ho dei bisogni ed è giusto dirli, ed è giusto quando si può provare a soddisfarli.
Tutti ti dicono sempre "AMATI!" e credetemi quando vi dico che amarsi in una maniera sana non è così ovvio, non è così facile o scontato.
Mi sono sempre amata tantissimo, ma non nel modo corretto. Mi ero chiusa in un guscio tutto mio dettato dal bisogno di salvaguardarmi, proteggermi, fuggire da tutto quel dolore, dai bisogni negati, dal mio non essere ascoltata e capita.
Così sono finita per smettere di ascoltarmi anche io, per mettere a tacere i miei sentimenti, o bianco o nero, o tutto o niente!
E ce l'ho sempre fatta in tutto, con grandissima fatica, con notti insonni, con i miei periodi super no alternati da periodi super si, fino a che mi sono spaventata.
Capita sapete? Succede che una fa tutto da sola, che riesce a portare a casa obiettivi e risultati, che si mette costantemente in gioco e poi ad un tratto fra una colazione di corsa e l'ennesimo ostacolo da superare, ti blocchi. E con un pugno dritto nello stomaco ti arriva come l'idea che se anche questa volta ce la farai da sola, se anche questa volta sarai in grado di tenere insieme tutti i pezzi, di bastarti dopo non avrei più davvero bisogno di nessuno.
La solitudine, quella nella quale mi sono un po rilegata e un po mi hanno messa, è sempre stata la mia più grande paura. Bastarmi mi ha sempre terrorizzata, posso essere così piena, così ingombrante di emozioni che poi non ci sarebbe stato posto per nessun altro, o ancora peggio l'altro mi avrebbe allontanato e accantonato in un angolo perché troppo. Sono sempre stata definita troppo poco o troppo tanto nella mia vita, forse il vero sbaglio è stato permettere agli altri di definirmi, darmi in pasto al prossimo. Succede...forse un giorno vi parlerò di quel passato ingombrante che mi ha portato ad essere una ragazza tanto sensibile quanto buona quanto spesso infelice.
Ma tornando a noi, sto lavorando con metodo su me stessa.
E' tutto iniziato dalla voglia e il bisogno di stare bene, da una scelta sbagliata agli occhi di tutti ma senza la quale adesso stare ancora peggio e un libro che si può leggere (come tutti i libri d'altronde) solo quando si è davvero pronti di leggerlo non solo con gli occhi e la mente ma anche con il cuore.
Sto riordinando la mia vita partendo dalla mia stanza, chiedendomi se le cose che indosso, se quello che ho intorno mi rendono veramente felice. Sommersa dal disordine dentro ho pensato bene di riversarlo anche nello spazio che abito, nell'ambiente nel quale dormo, nella mia incostanza in tutto ciò che mi spaventa perché mi fa sentire troppo viva, troppo fuori controllo, troppo me.
Non mi ero mai chiesta: ma questa cosa/persona/momento ti rende felice? E tanto più mi ero mai permessa di gettare niente.
Sto assemblando sacchi su sacchi di roba che finirà per essere venduta o donata ai più bisognosi, pezzi pesanti d'infelicità che se ne vanno. Vestiti che non mi fanno sentire felice e tanto meno in pace con me stessa. Oggetti che mi ancorano a un passato che è mio ma che non è più il mio presente e che non mi può rappresentare per sempre!
La cosa bella? Non mi sto concentrando su ciò che lascio, ma su ciò che tengo: me, i miei bisogni che voglio assolutamente scoprire e provare a soddisfare, le mie emozioni positive io che mi sono sempre concentrata su tutto ciò che provo di negativo...che della felicità avevo paura, perché è momentanea, perché poi passa, perché tutto ciò che finisce a me ha sempre fatto male.
Mi ero accorta di non avere quasi più il controllo di nulla; preda solo di sensazioni negative, timori e ansie.
Ma io sono una ragazza pratica, ho grandi doti di problem solving, sono una che lotta, che non molla, che ci sbatte la testa, che cade e si rialza. E ho una gran voglia di stare bene, di equilibrio e pace.
Ho la mia skin care routine quotidiana, la mia tisana con libro la sera, la mia lucina ad unicorno che amo e mi da l'idea che camera mia sia un posto fatato, sto iniziando a prendere piccole decisioni, ho programmato due viaggi, tralasciato la sessione invernale perché ho anche il diritto di riprendermi e non sempre essere forte quando ogni parte di noi dentro è fragile.

Ho sempre avuto paura delle sensazioni troppo forti provate dal mio corpo, le ho sempre represse. In verità non ho mai avuto un buon rapporto con la mia esteriorità, mi sono sempre sentita goffa e bruttina, mi sono sempre vergognata delle mie forme e quelle poche volte che mi piacevo e mettevo in risalto il mio corpo arrivavano i giudizi o le critiche. Ma ora basta, ho bisogno di riprendere fiato, di sentire i miei muscoli, di stare all'aria aperta, d'incontrare altre persone mentre sudo e arranco e non vergognarmi o intimorirmi!
Non mi piace correre in sé, mi piace la sensazione che si prova quando si finisce un obiettivo dove ho usato e stancato il mio corpo, mi piace la leggerezza dopo la fatica, mi piace la disciplina che ci vuole!
Oggi sto bene, voglio continuare così...è solo un germoglio di me, me ne voglio prendere cura, voglio fiorire!