"The Vincent Brothers. Sono tornati... più sexy che mai" di Abbi Glines
- 01:04:00
- By Federica R
- 4 Comments
Lettore Very Superficial, eccomi tornata! :) Come va? Lo so, ho abbandonato per un mese questa rubrica che io, oltretutto, amo a dismisura. Comunque sia, è ritorniamo alla normalità, il Lunedì ritorna ad essere il giorno delle recensioni. :)
Oggi vi parlo di "The Vincent Brothers. Sono tornati... più sexy che mai" di Abbi Glines, tradotto da M. Carozzi, edito da Mondadori (collana Chrysalide).
Il libro è il seguito di "The Vincent Boys" che di cui vi ho parlato(qui). Se avete interesse nel leggere il primo libro della duologia, vi sconsiglio di leggere questa recensione.
Autrice: Abbi Glines
Sawyer non si è ancora ripreso dalla fine della sua relazione con Ashtone, sua migliore amica e ragazza di cui è innamorato e con la quale è stato per 3 anni, e dal segreto che svelatosi ha cambiato per sempre gli equilibri della sua famiglia. A complicare le cose per Sawyer, vi è l'arrivo di Lana, l'attraente e timida cugina di Ashtone. Lana, da sempre innamorata del ragazzo, non ha alcuna intenzione di farselo scappare dopo che la cugina l'ha lasciato per Beau. Sawyer, ancora innamorato di Ashotne, vede in Lana la possibilità di far ingelosire la ragazza che rivuole a tutti costi nella propria vita. Ma si sa, spesso i giochi non rimangono tali...
"The Vincent Brothers" è il classico libro,(come lo ero d'altronde già il primo volume), da leggere d'Estate o quando si ha voglia di letture leggere e senza tanti pensieri.
Lo stile, come nel primo libro, è semplice e frizzante.
Il libro complessivamente è piacevole, a tratti romantico e divertente. La trama è delle più scontate, ma è comunque interessante vedere come la scrittrice evolve la storia.
Non ho apprezzato il modo in cui la scrittrice ha cambiato radicalmente il personaggio di Sawyer. Se nel primo libro era un ragazzo tutta casa e chiesa e rispettoso di ogni regola, in questo secondo libro è totalmente allo sbando. Non rispetta più nessuna regola, è rissoso, macchinatore e sexy. Ciò rende il suo personaggio più interessante, ma in congruente rispetto al primo libro. Il personaggio di Lana interessante. Lei che ha sempre desiderato essere come la cugina, esempio di perfezione ai suoi occhi. Lana si è sempre sentita "una seconda scelta" e forse, è anche per questo che inizialmente accetta il doppio gioco di Sawyer. Così assuefatta dal non sentirsi amata e scelta, le va bene ottenere ciò che vuole anche solo per gioco. Tenero è il suo essere divisa fra ciò che vuole apparire e fra quello che è in realtà. Che poi, forse, Lana vuole apparire ciò che in realtà vorrebbe essere, senza però riuscirci mai.
Carina la storia fra Ashtone e Beau, che sebbene rimanga in secondo piano, non manca di tenerezza.
Ridicole le così dette scene "hot" che le ho trovate imbarazzanti rispetto alla storia e ai personaggi.
A mio parere, la scrittrice poteva risparmiarsi le ultime pagine, dove ci svela come siano finite a distanza di anni le relazioni dei 4 protagonisti della duologia. Era molto meglio se si fermava prima, essendo seguentemente scesa nello smielato e ridicolo.
Complessivamente, "The Vincent Brothers" è un libro piacevole e scorrevole, da leggere solo se si apprezzano i Young Adult e se si è alla ricerca di un libro senza pretese.
Oggi vi parlo di "The Vincent Brothers. Sono tornati... più sexy che mai" di Abbi Glines, tradotto da M. Carozzi, edito da Mondadori (collana Chrysalide).
Il libro è il seguito di "The Vincent Boys" che di cui vi ho parlato
Autrice: Abbi Glines
Titolo: The Vincent Brothers
Casa editrice: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 276
Prezzo libro cartaceo: € 14,90
disponibile dal: 9 luglio 2013
Prezzo Ebook: € 6,99
Casa editrice: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 276
Prezzo libro cartaceo: € 14,90
disponibile dal: 9 luglio 2013
Prezzo Ebook: € 6,99
"Adesso capisco come ci si sente a essere innamorati,di quell'amore che
ti consuma.
L'amore ha il potere di farti a pezzi,ma anche di
compensarti."
Sawyer non si è ancora ripreso dalla fine della sua relazione con Ashtone, sua migliore amica e ragazza di cui è innamorato e con la quale è stato per 3 anni, e dal segreto che svelatosi ha cambiato per sempre gli equilibri della sua famiglia. A complicare le cose per Sawyer, vi è l'arrivo di Lana, l'attraente e timida cugina di Ashtone. Lana, da sempre innamorata del ragazzo, non ha alcuna intenzione di farselo scappare dopo che la cugina l'ha lasciato per Beau. Sawyer, ancora innamorato di Ashotne, vede in Lana la possibilità di far ingelosire la ragazza che rivuole a tutti costi nella propria vita. Ma si sa, spesso i giochi non rimangono tali...
"The Vincent Brothers" è il classico libro,
Lo stile, come nel primo libro, è semplice e frizzante.
Il libro complessivamente è piacevole, a tratti romantico e divertente. La trama è delle più scontate, ma è comunque interessante vedere come la scrittrice evolve la storia.
Non ho apprezzato il modo in cui la scrittrice ha cambiato radicalmente il personaggio di Sawyer. Se nel primo libro era un ragazzo tutta casa e chiesa e rispettoso di ogni regola, in questo secondo libro è totalmente allo sbando. Non rispetta più nessuna regola, è rissoso, macchinatore e sexy. Ciò rende il suo personaggio più interessante, ma in congruente rispetto al primo libro. Il personaggio di Lana interessante. Lei che ha sempre desiderato essere come la cugina, esempio di perfezione ai suoi occhi. Lana si è sempre sentita "una seconda scelta" e forse, è anche per questo che inizialmente accetta il doppio gioco di Sawyer. Così assuefatta dal non sentirsi amata e scelta, le va bene ottenere ciò che vuole anche solo per gioco. Tenero è il suo essere divisa fra ciò che vuole apparire e fra quello che è in realtà. Che poi, forse, Lana vuole apparire ciò che in realtà vorrebbe essere, senza però riuscirci mai.
Carina la storia fra Ashtone e Beau, che sebbene rimanga in secondo piano, non manca di tenerezza.
Ridicole le così dette scene "hot" che le ho trovate imbarazzanti rispetto alla storia e ai personaggi.
A mio parere, la scrittrice poteva risparmiarsi le ultime pagine, dove ci svela come siano finite a distanza di anni le relazioni dei 4 protagonisti della duologia. Era molto meglio se si fermava prima, essendo seguentemente scesa nello smielato e ridicolo.
Complessivamente, "The Vincent Brothers" è un libro piacevole e scorrevole, da leggere solo se si apprezzano i Young Adult e se si è alla ricerca di un libro senza pretese.
"Don’t you ever say I just walked away I will always want you I can’tlive a lie, running for my life I will always want you "
- 01:34:00
- By Federica R
- 4 Comments
(Cit. "Wrecking Ball" - Miley Cyrus)
Se avessi il coraggio, ti porterei tutti i regali che ti ho preso durante i miei viaggi in questi anni. Presi di getto, senza tanto pensare, che tanto anche se pensassi penserei a te. C'è qualcosa di non normale e non salutare in tutto ciò, lo so benissimo. Ma io e te di sano non abbiamo mai avuto nulla. Eravamo allo sbando, ma lo eravamo assieme. Ci siamo aiutati a vicenda, in un modo del tutto nostro, forse anche sbagliato, ma che ci ha uniti e che mi ha resa quella che sono. Quindi si, non posso accettare che tutto questo sia finito senza neanche la parola "fine". Per ciò, oltre a tutti i regali, ti parlerei e ti regalerei un altro pezzo di me, uno nuovo differente da tutti quelli che hai già. Un nuovo pezzo da porre come prima pietra fra me e te.
Se avessi il coraggio, ti porterei tutti i regali che ti ho preso durante i miei viaggi in questi anni. Presi di getto, senza tanto pensare, che tanto anche se pensassi penserei a te. C'è qualcosa di non normale e non salutare in tutto ciò, lo so benissimo. Ma io e te di sano non abbiamo mai avuto nulla. Eravamo allo sbando, ma lo eravamo assieme. Ci siamo aiutati a vicenda, in un modo del tutto nostro, forse anche sbagliato, ma che ci ha uniti e che mi ha resa quella che sono. Quindi si, non posso accettare che tutto questo sia finito senza neanche la parola "fine". Per ciò, oltre a tutti i regali, ti parlerei e ti regalerei un altro pezzo di me, uno nuovo differente da tutti quelli che hai già. Un nuovo pezzo da porre come prima pietra fra me e te.
Quando te ne sei andato ero presa da così tante cose, paure, rabbia, rapporti sballati e sbagliati, che non ho avuto realmente modo di capire ciò che stavo perdendo. E quando l'ho capito, e ti posso garantire che non l'ho capito tanto dopo ma che è stato difficile ammetterlo con me stessa, ecco ho capito che la tua assenza mi aveva spezzato il cuore. E solo Dio sa quanto ho provato a rimpiazzarti, a ripetermi che non era nulla, che stavo bene anche senza di te. Ma non è vero, o almeno in parte. Ho imparato con il tempo a stare bene anche senza di te, perché a un cuore spezzato si può sopravvivere e poi vivere. Ma non è vero che senza di te è la stessa cosa e che tu possa essere rimpiazzato. Non si può rimpiazzare l'unica persona di che il tuo cuore ha scelto. E non c'e nulla di razionale in tutto questo, ma va benissimo cosi, che tanto quando io e te pensiamo è per progettare di distruggere qualcosa o qualcuno e finiamo a farci del male fra noi. Sappi, che se fossero le 4 del mattino e fossi rincorsa da un gruppo di zombie inferociti, io correrei da te. Quando dici di esserti dimenticato di qualcosa di nostro che è stato importante, è come si conficcassi un coltello dritti nel cuore e lo girassi più e più volte. Sappi che sei l'unica persona in grado di capirmi e che io sono ancora in grado, se me lo permetti, di capirti s accettarti. Quindi, oggi sono qui, perché per me è la fine di un epoca e vorrei averti vicino mentre ricambio pelle e inseguo qualche sogno. E non mi aspetto che tutto torni come una volta, perché grazie al cielo non siamo più quelli di una volta, ma vorrei che potessimo ricominciare da capo. Perché io ti vorrò sempre e non posso stare qui con le mani in mano, mentre ci allontaniamo ogni giorno di più. Quindi, ti prego diventiamo amici un altra volta. Perché se ci fossi tu, ora qui davanti a me ad esporti così, io ti ridarei tutto. Amicizia, cuore, sangue e pelle! Sei la cosa più vicina alla magia che io conosca.
Ti voglio bene e sempre te ne vorrò.
Si ti direi tutte queste cose, ma so già che nella realtà dei fatti, finirò solo per dirti "ciao" e parlare a stento, perché mi fai tremare il cuore e i pensieri. Perché sei tanto e sei stato tanto per me.
Ma non importa, domani sarò da te, perché se domani è l'inizio per me di una nuova vita, allora, devo provare a portatrici dentro con me. Si, ti vorrò sempre...
"Pappagalli Verdi: Cronache di un Chirurgo di Guerra" di Gino Strada
- 23:34:00
- By Federica R
- 8 Comments
Lettori Very Superficial, come avete passato questo San Lorenzo? Avete espresso tanti desideri anche per me che me ne stavo a letto con otite e febbre!?! (Lo so, sono la solita sfigata!)
Come passerete questo ferragosto? Io salute permettendo a Sperlonga o Domizia.
Oggi, vi parlo di "Pappagalli Verdi: Cronache di un Chirurgo di Guerra" di Gino Strada e pubblicato da Feltrinelli.
"Nei conflitti di oggi, più del novanta per cento delle vittime sono civili. Migliaia di donne, di bambini, di uomini inermi sono uccisi ogni anno nel mondo.
Molti di più sono i feriti e i mutilati.
[...]
Fin dall'inizio, le attività umanitarie di Emergency si sono concentrate in particolare sul trattamento e sulla riabilitazione delle vittime di mine antiuomo, ordigni disumani dei quali l'Italia è stata tra i maggiori produttori.
Emergency si è impegnata per anni a far sì che il nostro paese mettesse al bando queste armi. Il 22 ottobre 1997 il governo italiano ha approvato la legge n. 374 che impedisce la produzione e il commercio delle mine antiuomo.
Ma i 110 milioni di ordigni disseminati in 67 paesi continueranno a ferire, mutilare, uccidere."
Gino Strada, uno dei fondatori di Emergency (organizzazione umanitaria italiana che offre soccorso chirurgico e sanitario nei pesi afflitti da guerre e/o povertà), racconta attraverso questo libro alcuni episodi capitati durante le sue missioni e riflette su se stesso e sull'inutilità delle guerre, di tutte le guerre.
"Pappagalli Verdi" è un libro intenso, che va letto non con leggerezza ma soffermandosi e riflettendo. È un libro carico di emozioni e riflessioni. Lo stile è semplice con periodi brevi e concisi. Ciò rende ancora più forte il racconto dell'autore. Le storie che Gino Strada narra sono storie intense, emozionanti e che pongono il lettore davanti a una realtà che va ben lontana dall'immaginazione. Il lettore si trova catapultato tra un paese e un altro, tra una guerra e un altra, tra un paziente e l'altro. E proprio in questi continui salti geografici sta molta della forza del libro. Non importa dove sia la guerra e perché sia scoppiata, essa riesce sempre a mietere ovunque morte, distruzione e vittime. Così, non ci si ritrova più davanti a un bambino curdo, a una donna tutsi o a un uomo che vive ai bordi delle Ande o in Iraq. Si è davanti a delle vittime, a un dolore che va oltre il colore della pelle, il motivo del conflitto, il torto o la ragione. La guerra distrugge e non c'è nulla che possa giustificarla.
Il lettore si trova a fare i conti con la guerra vera, non quella immaginaria o che ci ripropongono i film. Mine che cambiano per sempre la vita di un bambino, di una donna, di un uomo o di una famiglia. Mine che richiamano la forma di giocattoli. Uomini che sparano ad altri uomini. Vite stroncate, vite cambiate, vite che devono imparare nuovamente ad essere tali.
Toccanti le varie storie che Gino Strada riporta nel libro. Ognuna di esse lascia una riflessione, un segno indelebile al lettore.
"Pappagalli Verdi" è un libro toccante anche per le stesse riflessioni dell'autore. Che in tutto questo non si dimentica di essere un uomo, di aver lasciato a casa una famiglia, di giocare a fare Dio e che per quanto possa provare ad essere imparziale non sempre lo si è. Gino Strada mette in risalto quel problema tanto grande che riguarda l'eticità di un chirurgo. Un chirurgo che deve salvare sia le vittime che i carnefici, scegliendo spesso chi dei due salvare sapendo benissimo che il non scelto è destinato a morire molto probabilmente. E sapendo ancora di più, che spesso sono proprio le vittime quelle da dover scartare.
Interessante, soprattutto per chi è coinvolto in qualche modo nelle professioni sanitarie, il modo di agire dei professionisti durante una guerra. Cambiano protocolli e procedure. Il triage si basa sulle possibilità di sopravvivenza del paziente e non sulla gravità. Nel senso che si opera chi ha più possibilità di rimanere in vita durante e dopo l'intervento, invece di soccorrere il paziente più grave ma con meno possibilità di salvezza.
Ma il vero punto di forza dell'intero libro è lo stesso Gino Strada, che parla delle sue esperienze con quel pizzico di arroganza, durezza, dolcezza, sfacciataggine, convinzione e tenacia tipica dei chirurghi. Che si chiede il perché della guerra. Che la condanna e la dissezione con il "bisturi" della ragione. Un Gino Strada che riflette anche sulle scelte fatte. Sul perché è, per sua scelta, lontano dalla moglie e dalla figlia. Perché i suoi senso di colpa a riguardo non lo portano ad esercitare la propria professione in un ospedale vicino alla propria famiglia lontano dagli orrori della guerra.
"Pappagalli Verdi" è un libro che va assolutamente letto e posseduto nella propria libreria. Sono pochi i libri che riescono ad entrare dentro come questo e a mandare un messaggio profondo senza voler essere forzatamente strappa lacrime. Gino Strada ha scritto un libro che riesce, nella sua durezza e tristezza, a far crescere la speranza che se si vuole si può fare la differenza anche solo per una persona, anche mentre c'è una guerra. Vi consiglio di leggerlo!
P.s
Vi chiedo scusa per gli errori grammaticali e lessicali ma scrivere dall'iPhone è una tortura.
Lettori Very Superficial, eccomi tornata dopo una lunga assenza. Vi scrivo in diretta da Gallipoli :) Voi siete in vacanza? Comunque, che siate in vacanza o che non lo siate, oggi vi parlo di "The Vincent Boys" di Abbi Glines, tradotto da M. Carozzi e pubblicato da Mondadori.
Ashton, Sawyer e Beau si conosco sin da bambini. Ma da quando Ashton si è fidanzata con Sawyer, ha perso il suo rapporto con Beau. Ma, durante le vacanze estive, mentre Sawyer è via con la famiglia in montagna, i due si riavvicinano e ricuciono la loro amicizia. Ma, fra Ashton e Beau non c'è mai stata solo amicizia e vecchi sentimenti tornano a galla. Peccato che Beau è il cugino di Sawyer, Ashton non è la persona che tutti credono e il rapporto fra i tre potrebbe diventare ancora più complicato di quanto non lo sia già. Si, Ashton affronterà un estate che cambierà per sempre la sua vita, solo che non sa ancora quanto...
"Lo guardai alzarsi e dirigersi verso la sua camera. Mi sarebbe tanto piaciuto non dover detestare la Bibbia. Sentirmela propinare a forza da una vita intera mi aveva tolto il desiderio di leggerla. Credevo nelle sue parole, ma mio padre l'aveva usata per il proprio tornaconto troppe volte, ignorando le parti che lo avrebbero colto in fallo. Come il fatto di giudicare Beau senza nemmeno conoscerlo. Anche quello stava scritto nella Bibbia."
Ashton, Sawyer e Beau si conosco sin da bambini. Ma da quando Ashton si è fidanzata con Sawyer, ha perso il suo rapporto con Beau. Ma, durante le vacanze estive, mentre Sawyer è via con la famiglia in montagna, i due si riavvicinano e ricuciono la loro amicizia. Ma, fra Ashton e Beau non c'è mai stata solo amicizia e vecchi sentimenti tornano a galla. Peccato che Beau è il cugino di Sawyer, Ashton non è la persona che tutti credono e il rapporto fra i tre potrebbe diventare ancora più complicato di quanto non lo sia già. Si, Ashton affronterà un estate che cambierà per sempre la sua vita, solo che non sa ancora quanto...
"The Vincent Boys" è un piacevole libro, a mio parere, da leggere sotto l'ombrellone. La Glines ha uno stile frizzante, scorrevole e leggero. Ogni tanto, l'autrice si perde nella ripetizione di alcuni concetti, ciò fa si che il libro ogni tanto abbia delle cadute di stile e di scorrevolezza.
La trama è molto carina, sebbene scontata. Il lettore si ritrova davanti al "classico triangolo amoroso": lui ama lei, lei ama un altro. I personaggi seguono i classici stereotipi. Sawyer è il classico bravo ragazzo tutto casa e chiesa. Ashton la ragazza che cerca di essere perfetta per essere all'altezza del proprio ragazzo, ma in realtà prova passioni e desideri segreti che la portano ad avere una doppia vita. Beau è il "cattivo ragazzo" della scuola, ribelle e attacca brighe, ma che dentro di se ha un cuore tenero. Simpatico il personaggio di Lana, che per la maggior parte del libro si rivela una piacevole sorpresa. Eppure, l'autrice nelle ultime pagine lo storpia un po' e lo rende meno reale al lettore. Insomma, con dei personaggi così potete capire chiaramente che la scrittrice non ha inventato e tanto meno narrato nulla di nuovo. Non ostante la storia non sia delle più originali, devo dire che questo libro mi è piaciuto. Non mi hanno convinto le parti hot e nemmeno la "doppia vita" di Ashton. Ma, trascurato ciò la trama fa breccia nella 15enne che è dentro di me, quella che va matta per le storie romantiche contornate da mille difficoltà e ostilità. Quindi, se vi va di farvi una lettura leggere e molto estiva, vi consiglio questo libro.
"Kiss me hard before you go... I got the summertime sadness"
- 03:00:00
- By Federica R
- 5 Comments
Era sempre lo stesso sogno. Potevo salvarti, ci arrivavo così vicino da riuscire quasi a toccarti, ma poi sbagliavo e la macchina si schiantava e ti perdevo per sempre, ancora una volta e pregavo che fosse l'ultima. Mi svegliavo sudata in lacrime, con il cuore a mille e la tua voce che risuonava nelle orecchie e il tuo volto davanti agli occhi. Sono passati 9 anni, e per la prima volta, il giorno di quella fatidica notte non ti ho sognato. E il vuoto che è come una voragine, si è fatto ancora più grande.
Non importa quanto tempo passi, tu manchi ogni singolo anno, mese, giorno, ora, minuto e secondo.
Si impara a convivere con la mancanza, con il vuoto e con i tuoi 24 anni congelati, fermi a 9 anni fa. All'inizio si sopravvive e poi piano, piano si impara a vivere sapendo che tu non ci sei più. Si, sopravvive anche al senso di colpa. Quello che ti scava dentro, perché non ricordo più così chiaramente i lineamente del tuo volto così simile al mio, della tua voce e di ciò che eri.
Poi, svanisci dagli incubi e a questo devo imparare a sopravvivere. Perché almeno li, per quanto doloroso ti avevo al mio fianco ancora una volta.
Conservo nel mio cuore i tuoi 24 anni e tutta la vita che mi hai dato, passato e regalato.
I tuoi racconti su Marika che erano meglio di quelli delle favole. Che era fatto di baci, di nottate in bianco e di litigate al telefono. Ma che tu mi dicevi sempre che da grande avrei dovuto vivere una cosa simile. E io allora non capivo, volevo solo che continuassi a parlarmi di lei per sentirmi grande.
Le volte che sei rincasato prima dalla discoteca per guardare un cartone animato con me, lasciando tutti i tuoi amici e perfino tua sorella. Tutto il bene che mi hai fatto. Tutte le volte che mi ripetevi che io non ero solo tua cugina, ma una sorella. Le risate di prima mattina e il mangiare i budini bruciati della Manu solo per farla felice, perché è questo quello che si fa per le persone che si amano. Le cassette con la tua musica e il tuo piede sull'accelleratore. Gli abbracci e tutto ciò che mi avevi promesso e dedicato.
È stato tutto questo e molto altro ad avermi fatto imparare a sopravvivere, vivere e convivere con la tua scomparsa.
Vorrei che tu fossi qui con me. Vorrei vedere la persona che saresti, e vorrei farti vedere la persona che sono diventata. Vorrei ascoltare le tue storie. Vedere se alla fine Marika l'avresti sposata veramente. Parlarti delle mie notti imbianco, delle mie litigate e dei miei baci. Vorrei averti qui e basta.
Sei nel cuore e sei anche oltre il dolore.
L'unica cosa che conta è che nessuno ti ha dimenticato. Si, se potessi ti direi di non preoccuparti che sto bene, me la sto cavando e che la rabbia è passata e il dolore è sopportabile. Che mi mancherai sempre e comunque, ma che anche se non sei più qui non vuol dire che io ti ami di meno. Che sei il migliore sempre e comunque. Che mi fido di te. Ma soprattutto, ti voglio bene mio grande pezzo di cuore, cugino, fratello, amico.
"Se stai come me
guarda verso il cielo
anche se manca il respiro
se sei come me
puoi ripartire da zero
e fare a pugni col destino..."
(Cit. "Sei come Me" - Grido ft Laura Bono)
Lorenzo Negli Stadi... concerto di Jovanotti a Padova
- 22:05:00
- By Federica R
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Ieri sera (13/07/13) ho assistito a un concerto, a Padova, di Jovanotti. Un concerto che è sembrato più una grande festa, che un evento costruito e impostato filo per segno. Alle 21, orario di inizio dell'evento, a Padova è iniziata una tempesta estiva. Pioggia a catinelle, folate di vento e tanto freddo. Jovanotti canta le prime 3 canzoni previste, ma il clima ostile, che fa saltare addirittura le luci oltre a bagnare tutti noi nel prato e a rendere inutilizzabili gli strumenti, costringe il cantante romano a interrompere il concerto. Ora, potete capire la depressione mia e della mia amica, che oltre ad essere andata a Padova da Bologna, eravamo bagnare fradice, infreddolite e avevamo già visto buttati i 46€ di biglietto a testa. Ma, Jovanotti non delude e non appena passa la tempesta, ricomincia il suo concerto. Un concerto fuori dal comune per via della pioggia passata. Infatti, lo schermo centrale era fuori uso, così come la maggior parte delle luci in programma, senza considerare il fatto che tutto il concerto si è tenuto con le luci dello stadio accese per ragioni di sicurezza. Comunque sia, lo spettacolo deve continuare e Jovanotti è ben determinato a portarlo avanti. Sebbene sia incredulo e felice per il fatto che molti non si siano allontanati dall'evento ma l'abbiamo aspettato sotto la pioggia battente. E devo dire che è valsa ogni singola goccia presa. Un concerto allegro, dinamico, familiare e veramente carico. Un Jovanotti che ha dato il meglio di se e che ha fatto valere l'attesa. Bellissimi i testi delle canzoni che sentiti live, prendono tutta una nuova sfumatura. Molto dolce anche il renderci partecipi dell'amore per la moglie e la figlia che abbracci e bacia durante la canzone "Bella". Insomma, se avete occasione di assistere a un suo concerto vi consiglio di farlo, non ve ne pentirete. Le ultime date di questa tournée estiva sono: Torino (Stadio Olimpio 16/07 alle 21:00) e Cagliari (Arena Fiera 20/07 alle 21:45). Vi aspetta un concerto inteso, emozionante e allegro. 3 ore di carica. Il bello di Jovanotti, dei suoi testi è proprio il suo essere sempre positivo, e ciò lo trasmette anche dal vivo. Davvero, un nel evento.
"Introduzione alle Scienze Infermieristiche" di Paolo C.Motta
- 01:13:00
- By Federica R
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Lettori Very Superficial, buon inizio settimana! Come avete passato il week end? Siete stati alla notte rosa?
Oggi, vi propongo un saggio che mi ha fruttato a un esame un bel "30 e lode": "Introduzione alle Scienze Infermieristiche" di Paolo C. Motta pubblicato da Carocci Faber.
"Introduzione alle Scienze Infermieristiche" tratta come sia nata e si sia sviluppata la professionedell'infermiere. Sonda come tale mestiere, sia diventata professione e scienza. E come si sia sviluppata in Italia, sia culturalmente che legislativamente, tale professione.
Sebbene essendo un saggio, non è per nulla scorrevole, ho trovato tale libro molto interessante. Ve lo propongo, infatti, perché può sempre essere di interesse sapere come una figura professionale, come quella dell'infermiere, non ben inquadrata dalle persone, sia nata e sia stata considerata "scienza" e non semplice lavoro manuale privo di una propria storia e di dei propri modelli logici. È sicuramente un libro, che svela e spiega la professione dell'infermiere, sia per quanto riguarda le basi e il ruolo svolto che sotto l'aspetto giuridico. Insomma, è un libro che merita di essere letto, anche solo per curiosità.
Il tirocinio insegna e segna. La teoria diventa pratica, tu cambi. Mi sono accorta che è limitativo pensare al malato come paziente o ospite. È una persona, con tutto ciò che comporta essere tali. Sogni, ambizioni, paure, insicurezze, dolori e gioie. Ma è anche limitativo, concepire se stessi come una semplice divisa. Credo nella scienza, ma sono convinta che anche l'amore faccia bene. Si, anche l'amore è una medicina, e forse è fra quelle più importanti. È vero, un farmaco può aiutarti a rimanere in vita, ma è l'amore che ti fa sentire vivo. È in questi due mesi di tirocinio ho visto come l'amore sia terapeutico e fondamentale.
Ho visto come non ostante la malattia, non ostante quanto il tuo cervello abbia deciso di smettere di funzionare al 100% l'ultima cosa che dimentichi sono gli affetti. Le persone che hai amato sono l'ultima cosa che dimentichi. E non importa se tu le riconosca come figlio, figlia, sorella, fratello, moglie, marito, ecc... c'è quasi sempre qualcosa, come un istinto primordiale, che ti spinge verso di loro. Come se il sangue che ci si è mischiato nel corso della vita, sia magnetico per entrambi. Quindi, ho deciso di raccontarvi quelle cose belle, che rendono anche il dolore sopportabile.
Ho visto una moglie prendersi cura fino alla fine del marito in fin di vita. Raderlo, pettinarlo e leggergli la "Gazzetta dello Sport" fino all'ultimo giorno di lui. Una mattina mentre lo radeva ha guardato me e la mia tutor e ci ha detto "non importa se muore, rimane comunque mio marito e voglio che sia bello fino alla fine".
Ho visto una paziente con gli occhi che brillavano di gioia, mettendo in secondo piano il dolore allucinante che aveva alla gamba da poco operata, perché sua nuora era arrivata alle 7 di mattino in reparto con il test di gravidanza positivo.
Ho visto la sorella di una paziente, guardarmi con i lacrimoni agli occhi e implorarci di rimettere in sesto sua sorella, che per lei era stata come una madre. Che anche se aveva "80 anni e non era Belen" per lei era una delle cose più belle e preziose che avesse nella sua vita. Ho visto come si cercavano e con che sguardo si guardavano. Come si prendessero cura una dell'altra, non ostante la malattia o lo spavento.
Ho visto una moglie accarezzare e baciare il marito, ormai non più in grado di parlare o ragionare poiché affetto da una grave demenza senile, ripetendo sorridendo "Lui resta comunque tutta la mia vita, è il mio grande amore." E non so se quanto lui sappia chi sia lei, ma ogni giorno quando lo viene a trovare, per quanto perso nel suo mondo, gli luccicano gli occhi e sorride di più.
Ho visto una nonnina, anche lei affetta da una forte demenza senile, che crede di avere 13 anni, guardare sua figlia e dire con orgoglio "quella è la mia bambina!".
Ho visto due anziani innamorarsi uno dell'altro in casa di riposo. E si aiutano nella quotidianità, anche nel prendere le medicine.
Ho visto quanto rallegri e faccia sentire al sicuro un paziente quando gli stringi la mano e spendi del tempo con lui.
Si, ho visto come tutti siamo persone. Persone che curano e che vengono curate. E ho visto come l'amore sia in grado di aiutare.
È Estate, o almeno qualcosa di molto simile. E io sono presa via male con il bianco. Si, perché adoro il colore bianco, sulla pelle abbronzata e su capelli e pelle che sanno di salsedine e di sogni. Quindi, sebbene non sia una fashion blogger e nemmeno ambisca a diventare tale, vi posto una serie di outfit trovati in giro per internet che mi hanno fatto innamorare. *.*
"Non Lasciarmi Andare...The Secret Trilogy" di Jessica Sorensen
- 20:22:00
- By Federica R
- 0 Comments
Lettori Very Superficial, come va? Come è iniziata la settimana? Io sono giunta all'ultima settimana di tirocinio.
Oggi, vi parlo di "Non Lasciarmi Andare...The Secret Trilogy" di Jessica Sorensen, tradotto da E.Colombo e M.Ricci, pubblicato da Newton Compton.
"Posso volare? Con il vento e la pioggia nei capelli e le braccia spalancate, sembra sia possibile. Forse se riuscissi a trovare il coraggio per saltare dallo stretto parapetto, potrei librarmi nella notte, come un uccello con ali possenti."
In una notte possono cambiare tante cose. Ed è dopo una notte del genere, che Ella decide di scappare senza dire niente a nessuno a Las Vegas. Ma con l'arrivo delle vacanze estive, Ella non può che non tornare a casa ed affrontare ciò che la spaventa. Al suo rientro ritrova ad aspettarla Micha, il suo amico di infanzia e vicino di casa. Micha è l'unico che la conosce realmente, in grado di capirla e di farla sentire così vulnerabile ma protetta allo stesso tempo. Ecco, allora, che Ella e Micha si trovano a fare i conti con il passato e con quella notte che gli ha cambiati per sempre...
Oggi, vi parlo di "Non Lasciarmi Andare...The Secret Trilogy" di Jessica Sorensen, tradotto da E.Colombo e M.Ricci, pubblicato da Newton Compton.
"Posso volare? Con il vento e la pioggia nei capelli e le braccia spalancate, sembra sia possibile. Forse se riuscissi a trovare il coraggio per saltare dallo stretto parapetto, potrei librarmi nella notte, come un uccello con ali possenti."
In una notte possono cambiare tante cose. Ed è dopo una notte del genere, che Ella decide di scappare senza dire niente a nessuno a Las Vegas. Ma con l'arrivo delle vacanze estive, Ella non può che non tornare a casa ed affrontare ciò che la spaventa. Al suo rientro ritrova ad aspettarla Micha, il suo amico di infanzia e vicino di casa. Micha è l'unico che la conosce realmente, in grado di capirla e di farla sentire così vulnerabile ma protetta allo stesso tempo. Ecco, allora, che Ella e Micha si trovano a fare i conti con il passato e con quella notte che gli ha cambiati per sempre...
Il New Adult è un genere che promette bene, peccato che siano gli scrittori di esso che molto spesso finiscono a scrivere dei grandi flop. Ho letto questo libro perché ne avevo sentito parlare molto bene in giro, ma doveva dare retta al mio sesto senso da Lettrice Very Superficial e lasciarlo in libreria già solo per via della copertina e delle fascette. Chiariamoci, il libro di per se non è brutto, anzi si legge scorrevolmente. La Sorensen, infatti, ha uno stile vivace, scorrevole e accattivante. Anche la trama è carina. Ma è un libro a cui manca spessore, carattere, sentimenti. La trama è portata avanti per luoghi comuni, frasi fatte e personaggi stereotipati. È un continuo scivolare in banalità, senza approfondire mai davvero la storia e la psicologia dei personaggi. Il personaggio di Ella lo trovato molto forzato e paradossale. Così come, ho trovato caricaturale il personaggi di Micha. I personaggi secondari sono solo di sotto fondo alla storia e hanno una rilevanza pari a 0. L'intera trama è concentrata su Micha ed Ella, e come quest'ultima cerca di scappare in tutti i modi dal primo. Insomma, carine le prime 20 pagine, ma già alla 21esima ci si inizia a chiedere "che problemi psicologici ha questa ragazza?". Forzate anche le gare in macchina che fanno Micha ed Ella nel corso del libro, che sono realmente imbarazzanti e irritanti. Insomma, più andavo avanti nella lettura più mi sembrava di leggere una versione americanizzata di "Tre Metri Sopra il Cielo" di Federico Moccia. "Non Lasciarmi Andare", a mia idea, è il classico libro da sotto ombrellone, nulla di più.
(Cit "C'eravamo Abbastanza Amati" - Le Luci della Centrale Elettrica)
Un giorno capiterà che il vuoto scompaia, che quel senso di incompiutezza sparisca. Capiterà che uno specchio rifletta quello che sono realmente. Che non indossi più maschere per difendermi da quello che mi circonda e da quello che sono e che non sarò mai.
Capiterà che imparerò ad accettare di essere scelta, di trovare concepibile il fatto che qualcuno possa accettare anche ciò che io di me stessa non accetto. Succederà che non avrò più paura che il mondo mi possa fregare, perché saprò come difendermi, come non sentirmi schiacciata o sopraffatta. Imparerò a salvarmi senza soffrire. Non tenterò più di fottere il karma, ma saprò giocarci, rigirarmelo a mio favore. Imparerò a non aver paura della paura. A non sentire la mancanza ancora prima che avvenga il distacco. Smetterò di guardare con diffidenza quelle donne che hanno scelto di passare la loro vita a sfornare torte e a preparare cene per un uomo. Non avrò più paura di diventare come loro, anzi, forse sarà una mia scelta esserlo. Imparerò ad accettare di desiderare alcune cose che tutte le ragazze desiderano. Non avrò paura degli sguardi indiscreti e dei complimenti che fanno arrossire. Non mi limiterò a farmi sfiorare l'anima, ma a farmela sconvolgere. Saprò apprezzare che qualcuno mi prenda la mano e mi guidi. Ma prima ancora, riuscirò a non aver paura che qualcuno mi prenda per mano anche solo per seguirmi. Imparerò a lottare senza perdere pezzi di me per la strada. Smetterò di riconoscermi in quei personaggi dei libri che lottano nella ricerca di qualcosa, che neanche loro sanno. Non considererò più geniali i filosofi, ma coloro che vivono la vita senza fare filosofia a riguardo; che il cervello ti ruba la salute quanto il cuore. Capirò che si può contare appieno anche su un altra persona. Comprenderò che un abito bianco e un anello al dito, non sono una catena e una gabbia, ma un sogno. Mi impegnerò ad organizzare un giorno perfetto con tanto di fiori e bomboniere. Darò inizio a una vita non solo mia. Penserò che avere a fianco la stessa persona che tutte le notti si addormenta di fianco a te e si sveglia nel tuo letto che è anche il suo non vuol dire non essere libere, ma solo condividere la propria libertà. Saprò indossare dei tacchi alti senza sentirmi fuori luogo. Riuscirò a viaggiare il mondo per godermelo e non per cercare me stessa. Imparerò ad essere completa. A voler passare festività e giornate in famiglia, invece che preferire 8 ore di turno in reparto. Inizierò a smettere di leggere tutti quei libri, ma inizierò a scriverne uno mio. Uscirò da questa rabbia e mi riscoprirò a riuscir a sentire l'odore delle primule a distanza. Smetterò di volere il mare agitato e il vento che mi scompiglia i capelli, a favore di una limpida giornata di sole dove il mare e liscio come l'olio e non c'è traccia di tempesta. Smetterò di voler essere tempesta, incendio e uragano. Darò fine a questa voglia di distruggere tutto ciò che non va, e tutto ciò che va perché un giorno potrebbe smettere di andare. Imparerò ad aggiustare ciò che si rompe, senza mandare in frantumi me stessa. Saprò buttare ciò che non mi sta più bene addosso: vestiti, maglioni, sogni e persone. Senza poi aver paura che qualcun altre se ne appropri. Imparerò a saper dove cercarmi quando mi perderò, e accetterò anche che il posto dove ritrovare me siano due braccia che non sono le mie. Accetterò di condividere anche il cuore, oltre il corpo. Riuscirò a provare qualcosa che non sia solo a metà, che non sia infettato dal ricordo e dalla paura. Imparerò a spargere la verità di fiori. Arriverò in orario agli appuntamenti. Saprò essere tutto ciò che voglio essere...Imparerò a conoscermi giorno dopo giorno...Che non si è mai quello che si era il giorno prima, che riuscirò ad amare chi ero ieri e chi sarò domani. Troverò la mia variabile, risolverò quel limite che ti fa tendere ad infinito senza fartici arrivare mai, non sarò più un punto sul piano ma tutto il piano.
Miei amati Lettori Very Superficial, rullo di tamburi e che squillino le trombe, incredibilmente dopo settimane di tira e molla riesco a riscrivere una recensione di Lunedì. *.* (son commossa). Come sta procedendo questo Giugno per voi, miei cari? Io sono sopraffatta dal tirocinio che mi sta prosciugando le energie.
Oggi, vi propongo un grande classico della letteratura inglese: "Cime Tempestose" di Emily Brönte. Un libro pubblicato da quasi tutte le case editrici e tradotto da un sacco di traduttori diversi, quindi vi consiglio di scegliere la versione che più vi aggrada.
Heathcliff è un trovatello che viene cresciuto come un figlio da Earnshaw, già padre di una bambina, Catherine, e di un bambino, Hindley. Tra Heathcliff e Hindley si instaura un rapporto di odio reciproco, condito da insulti, mancanze di rispetto e dispetti. Diverso è il rapporto fra Catherine e Heathcliff, i due legano sin da subito e instaurano un rapporto profondo che li lega inesorabilmente. Gli anni passano e i bambini diventano adulti, e se dopo la morte di Earnshaw il rapporto fra Hindley e Heathcliff arriva a un punto di rottura inesorabile, quello fra Heathcliff e Catherine diventa così stretto da essere amore. Ma i due non sono destinati a coronare il loro sogno d'amore, anzi Catherine respinge Heathcliff che col cuore frantumato fugge via dalla brughiera inglese. Il giovane torna 3 anni dopo, ma al suo ritorno trova Catherine sposata con, il giovane benestante e follemente innamorato di lei, Edgar Linton. Il cuore, ormai indurito di Heathcliff lo porterà a sposare la sorella di Edgar e a maltrattarla per il semplice gusto della vendetta. Ma la vendetta di Heathcliff diverrà ancora più cruenta alla morte, per via del parto, di Catherine. La rabbia dell'uomo sarà scatenata sulla figlia di Catherine, Cathy, su proprio figlio e su Hareton, che è il figlio del suo nemico di infanzia Hindley.
La prima volta che ho letto "Cime Tempestose" avevo 16 anni e lo avevo comprato perché in libreria mi ero imbattuta in una copertina stupenda e perché ero nel mio periodo di fissazione per i classici. È stato amore a prima lettura. Più riapro "Cime Tempestose" più me ne innamoro. E più maledico autrici come la Mayer & Co, per averlo reso un banale romanzetto rosa del '800 che va letto perché fa tanto "ragazza alternativa stile Bella&Co".. Ma visto che sono fissata con il "pensa positivo" ringrazio la loro pubblicità, che ha reso possibile a molte 13enni di leggere una tale meraviglia.
"Cime Tempestose" è un grande classico, censurato nel passato e considerato a momenti immorale. Il romanzo rispecchia in pieno il romanticismo '800 inglese. Questa brughiera sconfinata, un ambientazione un po' dark che è immersa nella nebbia inglese. La natura che si mescola con l'uomo e lo sovrasta attraverso i ricordi. Commovente e da brividi il passaggio nel quale Heathcliff rivede nelle natura e nell'ambiente intorno a se, la presenza di Catherine.
Un libro che si legge senza grandi difficoltà lessicali o di sintassi.
Per amare questo libro e la sua autrice, bisogna sempre ben avere in mente l'epoca nel quale è stato scritto. Solo così si può capire la genialità di quest'opera. Un romanzo che contiene più storie, più personaggi che hanno storie strettamente legate fra loro. Un romanzo dove ci sono due generazioni con due storie tanto simili quanto differenti, che si fondono dando vita a una storia unita e compatta.
La Brönte ci racconta di un amore struggente, folle, mal sano e deviante. L'amore fra Heathcliff e Catherine è un amore idealizzato, che di reale ha la devastazione che provoca su chi lo prova e su chi è intorno. Un amore che diviene sacrilego perché consumato, perché intinto nell'odio e nell'egoismo. Il sentimento che c'è fra Heathcliff e Catherine è ai limiti della follia, nasce dal bisogno reciproco, dall'incontro fra due personalità deviate. Un sentimento che fa i conti con la realtà, quando Catherine rifiuta Heathcliff per sposare Edgar Linton un giovanotto di buona famiglia. Il loro legame rinforza reciprocamente i loro lati negativi, gli esalta e rende i due personaggi quasi sovrumani, snaturandoli e facendoli prendere le forme della follia. Heathcliff è un personaggio decisamente affascinante. Complicato, impregnato dall'odio di una vita che gli ha negato ogni tipo di amore da quello materno e paterno a quello sentimentale. La sua pelle scura, la misticità che vi è dietro alle sue origini lo rendono sin da subito un personaggio molto diverso dai soliti protagonisti '800eschi. Heathcliff non ha nulla di eroico o di positivo, anche quando riesce a consumare il suo amore con Catherine esso finisce per bruciare entrambi. Riversando tutto l'odio di un amore senza equilibrio sulle generazioni successive. Catherine non è la classica dama da romanzo dell'epoca. La sua rispettabilità è solo apparenza, ciò che ha dentro di se è capace di annientare e distruggere qualsiasi cosa in cui incombe. E forse è proprio lei, una donna, la vera forza del libro. Ogni situazione gira intorno a lei, nemmeno la morte è riuscita a cancellarla dalle pagine seguenti del romanzo. Lei è la matrice della storia. Heathcliff è solo un burattino di lei o del suo ricordo. Lei è la vittima e la carnefice, subdola e arsa dall'amore e dal disprezzo. Propensa a seguire il proprio torna conto personale, ma profondamente convinta del suo amore per Heathcliff, che però è sempre minore di quello per se stessa e i propri interessi.
Edgar Linton rispecchia il classico borghesotto smaliziato e buono dei romanzi del '800. Rappresenta il personaggio maschile di cui la protagonista si innamorerebbe se fossimo in un romanzo di Jane Austen. Ma la Brönte ci mostra, come Catherine non ami affatto il giovane e forse lo disprezza più di quanto disprezza le umili e ignote origini di Heathcliff.
Cathy, Hareton e il figlio di Heathcliff portano avanti in maniera parallela quel triangolo amoroso che aveva distrutto Edgar, Catherine e Heathcliff.
Cathy è ingenua e innamorata dell'amore. Un amore che le era stato raccontato dal padre ma che in realtà era del tutto ricamato dalla semplicità di Edgar che non aveva capito che la sua storia con Catherine, dal punto di vista sentimentale era del tutto insapore e inesistente da parte della ragazza.
Hearton un ragazzo sempliciotto e ignorante, ma che nel corso del suo sviluppo inizia a voler ribellarsi dalle ingiustizie di Heathcliff, tanto da voler iniziare ad elevarsi culturalmente imparando a leggere e iniziando a guardare con occhi diversi Cathy, caduta sotto la vendetta di Heathcliff avendo sposato suo figlio.
Nel corso del romanzo si formano due triangoli amorosi: il primo formato da Catherine, Heathcliff e Edgar. Il secondo formato da Hareton, Cathy e il figlio di Heathcliff. I due triangolo ti hanno tante analogie quante differenze. E sono proprio le similitudini e le divergenze fra i due triangoli che approfondiscono maggiormente la distorsione del rapporto che avevano Catherine e Heathcliff. Cathy, che a differenza di sua madre, è una fanciulla ingenua e innamorata dei buoni sentimenti non può sopportare la cattiveria e l'inadeguatezza del figlio di Heathcliff, sebbene per affetto gli rimane legata fino alla morte.
Ma la genialità del romanzo della Brönte sta tutta nel finale. Il romanzo non termina con una morale o con una conversione di Heathcliff. Il male che lui ha causato e ha provato è lo stesso che riproverebbe è rifarebbe altre mille volte. Il suo cambio non è dato da una morale, ma dalla spossatezza, dal vuoto che devasta e si prende tutto. Se Catherine da viva aveva prosciugato ogni cosa bella che Heathcliff potesse avere ed offrire, ora da morta influisce ancora così tanto su di lui da prendersi anche la sua rabbia, il suo odio e il suo dolore. Lei è ciò che gli da vita e lo uccide assieme.
Ed Emily Brönte è così abile da farti amare i suoi personaggi proprio nel loro essere umani, nel loro sporcarsi le mani e l'animo di odio, nel loro voler vendetta e distruzione. E in un epoca dove i romanzi erano coronati da amabile giovinette in cerca del grande amore, che era sempre un agiato giovane rispettoso delle norme della società e della morale cristiana. Emily Brönte ci porta un amore fatto di sotterfugi, inganni, odio e distruzione, un amore che per quanto ai limiti del reale possa essere è toccante, profondo e disarmante.
"Cime Tempestose" è un libro che è assolutamente da leggere e amare.
P.s
Scusate i vari errori ma scrivere dall'ipad non è facilissimo, visto che il mio po' ha complottato contro di me e il mio blog decidendo di collassare.
Oggi, vi propongo un grande classico della letteratura inglese: "Cime Tempestose" di Emily Brönte. Un libro pubblicato da quasi tutte le case editrici e tradotto da un sacco di traduttori diversi, quindi vi consiglio di scegliere la versione che più vi aggrada.
"Ma, Heathcliff, se io ora ti sfidassi a farlo, ne avresti il coraggio? Se lo avrai ti terrò con me. Non giacerò là da sola. Possono seppellirmi dodici piedi sotto terra, e gettarmi sopra la chiesa intera; ma non riposerò fino a quando tu non starai con me. Mai!"
Heathcliff è un trovatello che viene cresciuto come un figlio da Earnshaw, già padre di una bambina, Catherine, e di un bambino, Hindley. Tra Heathcliff e Hindley si instaura un rapporto di odio reciproco, condito da insulti, mancanze di rispetto e dispetti. Diverso è il rapporto fra Catherine e Heathcliff, i due legano sin da subito e instaurano un rapporto profondo che li lega inesorabilmente. Gli anni passano e i bambini diventano adulti, e se dopo la morte di Earnshaw il rapporto fra Hindley e Heathcliff arriva a un punto di rottura inesorabile, quello fra Heathcliff e Catherine diventa così stretto da essere amore. Ma i due non sono destinati a coronare il loro sogno d'amore, anzi Catherine respinge Heathcliff che col cuore frantumato fugge via dalla brughiera inglese. Il giovane torna 3 anni dopo, ma al suo ritorno trova Catherine sposata con, il giovane benestante e follemente innamorato di lei, Edgar Linton. Il cuore, ormai indurito di Heathcliff lo porterà a sposare la sorella di Edgar e a maltrattarla per il semplice gusto della vendetta. Ma la vendetta di Heathcliff diverrà ancora più cruenta alla morte, per via del parto, di Catherine. La rabbia dell'uomo sarà scatenata sulla figlia di Catherine, Cathy, su proprio figlio e su Hareton, che è il figlio del suo nemico di infanzia Hindley.
La prima volta che ho letto "Cime Tempestose" avevo 16 anni e lo avevo comprato perché in libreria mi ero imbattuta in una copertina stupenda e perché ero nel mio periodo di fissazione per i classici. È stato amore a prima lettura. Più riapro "Cime Tempestose" più me ne innamoro. E più maledico autrici come la Mayer & Co, per averlo reso un banale romanzetto rosa del '800 che va letto perché fa tanto "ragazza alternativa stile Bella&Co".. Ma visto che sono fissata con il "pensa positivo" ringrazio la loro pubblicità, che ha reso possibile a molte 13enni di leggere una tale meraviglia.
"Cime Tempestose" è un grande classico, censurato nel passato e considerato a momenti immorale. Il romanzo rispecchia in pieno il romanticismo '800 inglese. Questa brughiera sconfinata, un ambientazione un po' dark che è immersa nella nebbia inglese. La natura che si mescola con l'uomo e lo sovrasta attraverso i ricordi. Commovente e da brividi il passaggio nel quale Heathcliff rivede nelle natura e nell'ambiente intorno a se, la presenza di Catherine.
Un libro che si legge senza grandi difficoltà lessicali o di sintassi.
Per amare questo libro e la sua autrice, bisogna sempre ben avere in mente l'epoca nel quale è stato scritto. Solo così si può capire la genialità di quest'opera. Un romanzo che contiene più storie, più personaggi che hanno storie strettamente legate fra loro. Un romanzo dove ci sono due generazioni con due storie tanto simili quanto differenti, che si fondono dando vita a una storia unita e compatta.
La Brönte ci racconta di un amore struggente, folle, mal sano e deviante. L'amore fra Heathcliff e Catherine è un amore idealizzato, che di reale ha la devastazione che provoca su chi lo prova e su chi è intorno. Un amore che diviene sacrilego perché consumato, perché intinto nell'odio e nell'egoismo. Il sentimento che c'è fra Heathcliff e Catherine è ai limiti della follia, nasce dal bisogno reciproco, dall'incontro fra due personalità deviate. Un sentimento che fa i conti con la realtà, quando Catherine rifiuta Heathcliff per sposare Edgar Linton un giovanotto di buona famiglia. Il loro legame rinforza reciprocamente i loro lati negativi, gli esalta e rende i due personaggi quasi sovrumani, snaturandoli e facendoli prendere le forme della follia. Heathcliff è un personaggio decisamente affascinante. Complicato, impregnato dall'odio di una vita che gli ha negato ogni tipo di amore da quello materno e paterno a quello sentimentale. La sua pelle scura, la misticità che vi è dietro alle sue origini lo rendono sin da subito un personaggio molto diverso dai soliti protagonisti '800eschi. Heathcliff non ha nulla di eroico o di positivo, anche quando riesce a consumare il suo amore con Catherine esso finisce per bruciare entrambi. Riversando tutto l'odio di un amore senza equilibrio sulle generazioni successive. Catherine non è la classica dama da romanzo dell'epoca. La sua rispettabilità è solo apparenza, ciò che ha dentro di se è capace di annientare e distruggere qualsiasi cosa in cui incombe. E forse è proprio lei, una donna, la vera forza del libro. Ogni situazione gira intorno a lei, nemmeno la morte è riuscita a cancellarla dalle pagine seguenti del romanzo. Lei è la matrice della storia. Heathcliff è solo un burattino di lei o del suo ricordo. Lei è la vittima e la carnefice, subdola e arsa dall'amore e dal disprezzo. Propensa a seguire il proprio torna conto personale, ma profondamente convinta del suo amore per Heathcliff, che però è sempre minore di quello per se stessa e i propri interessi.
Edgar Linton rispecchia il classico borghesotto smaliziato e buono dei romanzi del '800. Rappresenta il personaggio maschile di cui la protagonista si innamorerebbe se fossimo in un romanzo di Jane Austen. Ma la Brönte ci mostra, come Catherine non ami affatto il giovane e forse lo disprezza più di quanto disprezza le umili e ignote origini di Heathcliff.
Cathy, Hareton e il figlio di Heathcliff portano avanti in maniera parallela quel triangolo amoroso che aveva distrutto Edgar, Catherine e Heathcliff.
Cathy è ingenua e innamorata dell'amore. Un amore che le era stato raccontato dal padre ma che in realtà era del tutto ricamato dalla semplicità di Edgar che non aveva capito che la sua storia con Catherine, dal punto di vista sentimentale era del tutto insapore e inesistente da parte della ragazza.
Hearton un ragazzo sempliciotto e ignorante, ma che nel corso del suo sviluppo inizia a voler ribellarsi dalle ingiustizie di Heathcliff, tanto da voler iniziare ad elevarsi culturalmente imparando a leggere e iniziando a guardare con occhi diversi Cathy, caduta sotto la vendetta di Heathcliff avendo sposato suo figlio.
Nel corso del romanzo si formano due triangoli amorosi: il primo formato da Catherine, Heathcliff e Edgar. Il secondo formato da Hareton, Cathy e il figlio di Heathcliff. I due triangolo ti hanno tante analogie quante differenze. E sono proprio le similitudini e le divergenze fra i due triangoli che approfondiscono maggiormente la distorsione del rapporto che avevano Catherine e Heathcliff. Cathy, che a differenza di sua madre, è una fanciulla ingenua e innamorata dei buoni sentimenti non può sopportare la cattiveria e l'inadeguatezza del figlio di Heathcliff, sebbene per affetto gli rimane legata fino alla morte.
Ma la genialità del romanzo della Brönte sta tutta nel finale. Il romanzo non termina con una morale o con una conversione di Heathcliff. Il male che lui ha causato e ha provato è lo stesso che riproverebbe è rifarebbe altre mille volte. Il suo cambio non è dato da una morale, ma dalla spossatezza, dal vuoto che devasta e si prende tutto. Se Catherine da viva aveva prosciugato ogni cosa bella che Heathcliff potesse avere ed offrire, ora da morta influisce ancora così tanto su di lui da prendersi anche la sua rabbia, il suo odio e il suo dolore. Lei è ciò che gli da vita e lo uccide assieme.
Ed Emily Brönte è così abile da farti amare i suoi personaggi proprio nel loro essere umani, nel loro sporcarsi le mani e l'animo di odio, nel loro voler vendetta e distruzione. E in un epoca dove i romanzi erano coronati da amabile giovinette in cerca del grande amore, che era sempre un agiato giovane rispettoso delle norme della società e della morale cristiana. Emily Brönte ci porta un amore fatto di sotterfugi, inganni, odio e distruzione, un amore che per quanto ai limiti del reale possa essere è toccante, profondo e disarmante.
"Cime Tempestose" è un libro che è assolutamente da leggere e amare.
P.s
Scusate i vari errori ma scrivere dall'ipad non è facilissimo, visto che il mio po' ha complottato contro di me e il mio blog decidendo di collassare.
"I Ribelli. Forme Primitive di Rivolte Sociali" di Eric J. Hobsbawm
- 12:08:00
- By Federica R
- 0 Comments
Lettori Very Superficial, mi sento un po' una latitante nei vostri confronti. Un settimana scrivo una recensione e le due successive no. Ma che volete farci, è un periodo carico di impegni e a discapito ne va il mio amatissimo blog. Comunque, anche se non è Lunedì (giorno fissato per le nostre recensioni) ho deciso di proporvi un libro che merita una profonda lettura e comprensione.
L'idea di proporvi questo libro, che è l'esatto contrario della superficialità, nasce da una puntata del "Il Testimone" nella quale Pif incontra Saviano e dal fatto che esattamente l'anno scorso oggi era il mio ultimo giorno da liceale e io avevo inserito (sotto consiglio del mio adorato professore di storia e filosofia) questo libro nella mia tesina.
Vi propongo quindi: "I Ribelli. Forme Primitive di Rivolte Sociali", di Eric J. Hobsbawm, tradotto da B. Foà e pubblicato da Einaudi.
"I Ribelli" è un saggio storico che analizza, sotto il punto di vista storico-sociale, la nascita della ribellione nella società e di coloro che sono stati i primi ribelli. Così, il brigante, il rivoluzionario, il profeta, il salvatore vengono sondati nel profondo, andando oltre l'alone mitologico e folcloristico che gli ha disegnati come eroi. Hobsbawm scomponendo le varie figure di ribelli va ad individuare la loro nascita sociale, le loro forze e debolezze, il perché siano entrati nel mito, le loro contraddizioni e il perché ancora oggi la nostra società ne sia così influenzata.
"I Ribelli" è un saggio di estrema attualità, sebbene non sia di facile lettura ( stilisticamente è un mattoncino).
L'idea di proporvi questo libro, che è l'esatto contrario della superficialità, nasce da una puntata del "Il Testimone" nella quale Pif incontra Saviano e dal fatto che esattamente l'anno scorso oggi era il mio ultimo giorno da liceale e io avevo inserito (sotto consiglio del mio adorato professore di storia e filosofia) questo libro nella mia tesina.
Vi propongo quindi: "I Ribelli. Forme Primitive di Rivolte Sociali", di Eric J. Hobsbawm, tradotto da B. Foà e pubblicato da Einaudi.
"I Ribelli" è un saggio storico che analizza, sotto il punto di vista storico-sociale, la nascita della ribellione nella società e di coloro che sono stati i primi ribelli. Così, il brigante, il rivoluzionario, il profeta, il salvatore vengono sondati nel profondo, andando oltre l'alone mitologico e folcloristico che gli ha disegnati come eroi. Hobsbawm scomponendo le varie figure di ribelli va ad individuare la loro nascita sociale, le loro forze e debolezze, il perché siano entrati nel mito, le loro contraddizioni e il perché ancora oggi la nostra società ne sia così influenzata.
"I Ribelli" è un saggio di estrema attualità, sebbene non sia di facile lettura ( stilisticamente è un mattoncino).
Primo tirocinio, cioè il primo piccolo grande passo per diventare infermieri!
- 22:56:00
- By Federica R
- 6 Comments
Il primo tirocinio è qualcosa di speciale. La prima volta che metti la divisa che tanto sognavi. La prima volta che metti in pratica ciò che avevi solo studiato sui libri. È il momento nel quale capisci se ciò per cui stai lavorando, è ciò che davvero vuoi fare per tutta la tua vita o no.
A inizio tirocinio avevo detto che la teoria e la pratica non sempre coincidono. Ma
ciò, non è sempre negativo. Bisogna trovare un equilibrio fra la teoria e la pratica. Stabilire delle priorità, conoscere la persona che si ha davanti e fare il meglio per lei. Si, ci si può allontanare dalla teoria ma solo se la si conosce a fondo e si può motivare scientificamente il perché si sta prendendo una nuova direzione. E quando incontri infermieri così (sebbene ce ne siano pochi), non puoi che imparare tanto, e portarti dietro ancora di più.
A fine turno ci sono delle cose che ti rimangono addosso, che ti fanno scendere una lacrima quando svuoti l'armadietto e dici addio al reparto che ti ha dato la prima formazione della tua vita.
Ho visto l'amore e anche la solitudine, e come fra loro convivano.
Nella malattia si è soli, per quanto si possa essere amati e coccolati.
E la solitudine fa paura. Fa paura perché è incolmabile, perché quando il tuo corpo cede pezzo dopo pezzo tu non sai che cosa fare se non chiuderti in te stesso. Si parte incolpando il proprio corpo per finire a incolpare se stessi.
Ho visto come la vecchiaia ti cambia. Cambia i lineamenti, il corpo, la testa e il cuore. Ci si può dimenticare di chi si è, di ciò che si è visto e fatto. Ma non ci si dimentica di chi si ama. E questo è dolorosamente incredibile. È assurdo come il cuore, riconosca chi l'ha fatto palpitare, anche se la mente è disorientata e confusa. Non importa se non ricordi che chi hai davanti sia tuo figlio, tuo marito o tua sorella, ti rivolgerai comunque a lui/lei senza sapere chi sia. Ho visto come l'amore si sporcasse di sofferenza e rabbia.
E di fianco a chi aveva familiari premurosi, c'era chi non aveva nessuno. Persone già sole, rinchiuse in una solitudine ancora più grande.
Ho visto la morte. Ed è breve e inaspettata. E ha smesso di farmi paura. Perché ciò che fa paura è quello che c'è prima: il dolore.
Ho provato la strana sensazione di sollievo nei suoi confronti. Sapere che spazza via tutto, che arriva quando realmente il tuo corpo non ce la fa più. E allora, la morte ti sembra anche accettabile, ma mai bella o dolce.
Che non c'è nulla di dolce o bello nel cessare di esistere.
Sei tirocinante, ma ti chiamano infermiera e dopo un po' ti considerano un amica. Allora, devi imparare a bilanciare il tutto. Che i rapporti vanno equilibrati, pesati. E io devo imparare a farlo, perché non serve solo nel lavoro che ho scelto ma anche nella vita.
Ho visto i bravi infermieri e quelli pessimi ed è tutta una questione di cuore. Si, di quanto ci si tiene a quello che si fa e a quello che si è.
Ho pianto in uno sgabuzzino da sola, quando ho visto per la prima volta una persona disperata decidere di lasciarsi andare. Quando i pessimi infermieri ti fanno dimenticare ogni cosa buona e bella, e ti fanno credere che quello che fai non è abbastanza che non ci sia modo per diventare migliore. Ma ho anche sorriso con i bravi infermieri, quelli che ti spronano a migliorare e che si fanno amare dai pazienti. Ho riso quando le mie pazienti, miglioravano o ringraziavano. Quando mi dicevano che una delle cose belle in mezzo alla malattia era stata incontrarmi. E sono i pazienti quelli che ti gratificano e ti danno di più. Che non importa un "brava" della tuo tutor, ma un loro "grazie" o un loro sorriso.
Mi porterò dietro tante cose. La mia paziente che ha scoperto in ospedale di diventare nonna. L'amore di una figlia che non si stacca un secondo dalla madre alla quale assomiglia. Che spera e prega per lei. Gli sguardi delle persone che si amano. Come la vecchiaia ti renda un bambino, e tu non possa fare altro che sperare che chi hai cresciuto ora stia con te mentre cresci per un ultima volta. E quanto è bello quando accade. Gli sguardi che si lanciano le persone nel cercare una appiglio per stare meglio. Le mie mani che stringono quelle di un altra persona, fino a non capire più chi sta passando vita e amore all'altro. Le risate in guardiola e la poco dimestichezza nel diluire le flebo. Gli incontri, si proprio gli incontri, sono quelli che ti cambiano la vita. Che nella tua solitudine, alcune volte se ne può uscire grazie a un gesto, un sorriso, a quel famoso "ho tempo per te" e soprattutto "ho tempo per te" rispettando ed aspettando il tuo.
È un tirocinio che ti entra nel cuore, e te lo allarga.
A inizio tirocinio avevo detto che la teoria e la pratica non sempre coincidono. Ma
ciò, non è sempre negativo. Bisogna trovare un equilibrio fra la teoria e la pratica. Stabilire delle priorità, conoscere la persona che si ha davanti e fare il meglio per lei. Si, ci si può allontanare dalla teoria ma solo se la si conosce a fondo e si può motivare scientificamente il perché si sta prendendo una nuova direzione. E quando incontri infermieri così (sebbene ce ne siano pochi), non puoi che imparare tanto, e portarti dietro ancora di più.
A fine turno ci sono delle cose che ti rimangono addosso, che ti fanno scendere una lacrima quando svuoti l'armadietto e dici addio al reparto che ti ha dato la prima formazione della tua vita.
Ho visto l'amore e anche la solitudine, e come fra loro convivano.
Nella malattia si è soli, per quanto si possa essere amati e coccolati.
E la solitudine fa paura. Fa paura perché è incolmabile, perché quando il tuo corpo cede pezzo dopo pezzo tu non sai che cosa fare se non chiuderti in te stesso. Si parte incolpando il proprio corpo per finire a incolpare se stessi.
Ho visto come la vecchiaia ti cambia. Cambia i lineamenti, il corpo, la testa e il cuore. Ci si può dimenticare di chi si è, di ciò che si è visto e fatto. Ma non ci si dimentica di chi si ama. E questo è dolorosamente incredibile. È assurdo come il cuore, riconosca chi l'ha fatto palpitare, anche se la mente è disorientata e confusa. Non importa se non ricordi che chi hai davanti sia tuo figlio, tuo marito o tua sorella, ti rivolgerai comunque a lui/lei senza sapere chi sia. Ho visto come l'amore si sporcasse di sofferenza e rabbia.
E di fianco a chi aveva familiari premurosi, c'era chi non aveva nessuno. Persone già sole, rinchiuse in una solitudine ancora più grande.
Ho visto la morte. Ed è breve e inaspettata. E ha smesso di farmi paura. Perché ciò che fa paura è quello che c'è prima: il dolore.
Ho provato la strana sensazione di sollievo nei suoi confronti. Sapere che spazza via tutto, che arriva quando realmente il tuo corpo non ce la fa più. E allora, la morte ti sembra anche accettabile, ma mai bella o dolce.
Che non c'è nulla di dolce o bello nel cessare di esistere.
Sei tirocinante, ma ti chiamano infermiera e dopo un po' ti considerano un amica. Allora, devi imparare a bilanciare il tutto. Che i rapporti vanno equilibrati, pesati. E io devo imparare a farlo, perché non serve solo nel lavoro che ho scelto ma anche nella vita.
Ho visto i bravi infermieri e quelli pessimi ed è tutta una questione di cuore. Si, di quanto ci si tiene a quello che si fa e a quello che si è.
Ho pianto in uno sgabuzzino da sola, quando ho visto per la prima volta una persona disperata decidere di lasciarsi andare. Quando i pessimi infermieri ti fanno dimenticare ogni cosa buona e bella, e ti fanno credere che quello che fai non è abbastanza che non ci sia modo per diventare migliore. Ma ho anche sorriso con i bravi infermieri, quelli che ti spronano a migliorare e che si fanno amare dai pazienti. Ho riso quando le mie pazienti, miglioravano o ringraziavano. Quando mi dicevano che una delle cose belle in mezzo alla malattia era stata incontrarmi. E sono i pazienti quelli che ti gratificano e ti danno di più. Che non importa un "brava" della tuo tutor, ma un loro "grazie" o un loro sorriso.
Mi porterò dietro tante cose. La mia paziente che ha scoperto in ospedale di diventare nonna. L'amore di una figlia che non si stacca un secondo dalla madre alla quale assomiglia. Che spera e prega per lei. Gli sguardi delle persone che si amano. Come la vecchiaia ti renda un bambino, e tu non possa fare altro che sperare che chi hai cresciuto ora stia con te mentre cresci per un ultima volta. E quanto è bello quando accade. Gli sguardi che si lanciano le persone nel cercare una appiglio per stare meglio. Le mie mani che stringono quelle di un altra persona, fino a non capire più chi sta passando vita e amore all'altro. Le risate in guardiola e la poco dimestichezza nel diluire le flebo. Gli incontri, si proprio gli incontri, sono quelli che ti cambiano la vita. Che nella tua solitudine, alcune volte se ne può uscire grazie a un gesto, un sorriso, a quel famoso "ho tempo per te" e soprattutto "ho tempo per te" rispettando ed aspettando il tuo.
È un tirocinio che ti entra nel cuore, e te lo allarga.
Amici bloggerosi, lo so, ultimamente sono stata una pessima blogger. Piagnucolosa, assente e molto ermetica nello scrivere e nel commentare. Quindi, dobbiamo aggiornarci e come non farlo se non per mezzo di una bellissimastupendafantasticastratosferica lista!?!
Ecco voi la lista delle cose che mi sono passate per la mente in questo ultimo periodo di latitanza dal blog:
-Ho iniziato il tirocinio che mi ha portato via tempo, energie, vita sociale e ore di sonno. Ma soprattutto, mi ha fatta innamorare del lavoro per cui sto studiando. Attendetevi un post dedicato al mio fantasticoso tirocinio.
-Sabato scorso (11/05) sono andata al concerto di Fedez a Cesena. (Si, lo so, ascolto musica estremamente commerciale e ne vado anche fiera!). È stato veramente un concerto simpatico. Devo ammettere che Fedez è un soggettone e tale rimane anche sul palco. Ogni parola che dice ci infila in mezzo la parola "c***o" tanto da svalutarla del suo significato. Ma, è veramente bravo anche dal vivo. Insomma, trasmetta un alone di normalità. Si, era pieno di 15enni, ad alzare la media di età c'eravamo io e le mie amiche.
-Ma la primavera si deciderà mai ad arrivare? Qui, un giorno sembra quasi estate e il giorno dopo pieno inverno. Ciò mi ha procurato un gran mal di gola. Maledetto clima, che è sempre indeciso sulla sua vita.
-I giorni che ho mattina in tirocinio e devo tirare fuori il mio bel culetto dal letto, rifletto e pondero seriamente riguardo al fatto che devo sposarmi un uomo ricco, ma ricco davvero, affinché mi faccia vivere nella bambagia senza farmi fare un cavolo. Pensiero che svanisce appena riacquisto coscienza di me e capisco che mi annoierei a morte senza un lavoro.
-Non riesco a trovare nuovi libri decenti, ciò mi deprime. Quindi, consigliate i qualcosa di bello, che possa rimpiazzare la mia attuale e noiosissima lettura.
-Non ho visto Iron Man 3 al cinema, DEVO RIMEDIARE!
-Sabato è l'ultimo giorno di tirocinio nel mio attuale reparto, ciò mi scompensa alquanto . Non me ne voglio andare. Non voglio lasciare i miei paziente e tanto meno i miei amati turnisti, con i quali ho tremendamente legato. (Che sia dannato il mio essere socievole).
-Ho un esame da dare il 29/05 e devo ancora prepararlo integralmente. Quindi, inizia la sfida Federica vs Università! (Incrociate le dita per me!)
-Mio nipote di 9 anni, mi ha detto "Zia, non mi abbracciare che ora sono grande e mi vergogno!". Come crescono male i bambini di oggi? Che fine ha fatto, il mio dolce bambino? Grazie al cielo, c'è il nano che nei suoi momenti "si" mi riempie d'amore e affetto.
-Sono entrata in fissa con i matrimoni. Ciò non è da me. Collezioni foto di abiti da sposa e di location matrimoniali. Oddio, mi sto trasformando in una femminuccia!
-"Chirurgia è Sexy", sappiatelo. I chirurghi hanno quel fascino di onnipotenza e quel modo di pronunciare con disinvoltura parti del corpo a me del tutto sconosciute e dai nomi alquanto complicati in un modo che è impossibile non sbavargli dietro. Soprattutto, allo specializzando stra frigo che passa ogni giorno per il mio reparto intorno alle 13:30!
-Guardatevi su Mtv "Il Testimone", un programma di attualità condotto dall'ex iena Piff. È un programma geniale, simpatico, divertente e interessante. Piff tratta svariati argomenti, sempre in maniera arguta, senza mai banalizzare o declassare. Insomma, un programma che alza di molto la qualità dei programmi trasmessi dal canale 108 del digitale terrestre.
- Dopo averci dato una chicca culturale, torno al trash. Mi guardo Amici, e vi dico di più tifo per i bianchi con esattezza per Moreno. Che poi lui ha un fascino e un carisma tutto suo. Se lo guardate, voi per chi tifate? Ma quanto è gnoccoso Gabry Ponte!?! C'è è riuscito a distogliere la mia attenzione da Luca Argentero! Ho ripreso, solo per lui, ad ascoltare gli Eiffel 65!
-Sempre della serie "si, sono una bimbaminkia", su Mtv mi guardo una serie tv imbarazzante, sia per i livelli di recitazione che per la trama, che si chiama "Hollywood Heights". Che è un mix di tutti i telefilm più trash della storia dei telefilm. Ma, vi giuro, se guardate una singola puntata finirete nel suo vortice.
-Ho visto un costume pieno di paillettes da Calzedonia che deve essere assolutamente mio. Quindi vi dissuado in massa dall'acquistarlo o per lo meno, non acquistate le 3^ di sopra e le 2^ di sotto!
-Fb ultimamente mi regala grandi perle di divertimento fra "Il Coinquilino di Merda", "La Performance Sessuale di Merda" e "Il fidanzato di Merda".
- Mia madre sta diventando una pasticciera provetta, sebbene ciò non va affatto bene visto che tra poco arriva l'estate.
-Ho capito di essere una di quelle ragazze destinate, per qualche strana propensione deviata, ad essere inesorabilmente attratta da ragazzi idioti, quando potrei benissimo uscire con quelli carini e simpatici. Per questo ho deciso che vivrò per un periodo da Monaca. (Bene così magari faccio come la Monaca di Monza e peggioro di più la situazione!)
-Camera mia sta per raggiungere i più alti livelli di indecenza, quindi devo decidermi a sistemarla anche se la voglia è 0.
-Ma quanto è bella la nuova stagione di "C'era una Volta?" ("Once Upon a Time"?)
-Lavorare con gli uomini è più divertente e facile che lavorare con le donne!
-Ho una voglia matta di andarmi a vedere uno spettacolo teatrale e ancora di più di recitare.
-Su SKY trasmettono la nuova stagione del "Trono di Spade" ("Game of Thrones"), ciò mi rende estremamente felice. Ma anche tanto nerd.
Vi lascio una serie di foto di questo ultimo periodo!
Ecco voi la lista delle cose che mi sono passate per la mente in questo ultimo periodo di latitanza dal blog:
-Ho iniziato il tirocinio che mi ha portato via tempo, energie, vita sociale e ore di sonno. Ma soprattutto, mi ha fatta innamorare del lavoro per cui sto studiando. Attendetevi un post dedicato al mio fantasticoso tirocinio.
-Sabato scorso (11/05) sono andata al concerto di Fedez a Cesena. (Si, lo so, ascolto musica estremamente commerciale e ne vado anche fiera!). È stato veramente un concerto simpatico. Devo ammettere che Fedez è un soggettone e tale rimane anche sul palco. Ogni parola che dice ci infila in mezzo la parola "c***o" tanto da svalutarla del suo significato. Ma, è veramente bravo anche dal vivo. Insomma, trasmetta un alone di normalità. Si, era pieno di 15enni, ad alzare la media di età c'eravamo io e le mie amiche.
-Ma la primavera si deciderà mai ad arrivare? Qui, un giorno sembra quasi estate e il giorno dopo pieno inverno. Ciò mi ha procurato un gran mal di gola. Maledetto clima, che è sempre indeciso sulla sua vita.
-I giorni che ho mattina in tirocinio e devo tirare fuori il mio bel culetto dal letto, rifletto e pondero seriamente riguardo al fatto che devo sposarmi un uomo ricco, ma ricco davvero, affinché mi faccia vivere nella bambagia senza farmi fare un cavolo. Pensiero che svanisce appena riacquisto coscienza di me e capisco che mi annoierei a morte senza un lavoro.
-Non riesco a trovare nuovi libri decenti, ciò mi deprime. Quindi, consigliate i qualcosa di bello, che possa rimpiazzare la mia attuale e noiosissima lettura.
-Non ho visto Iron Man 3 al cinema, DEVO RIMEDIARE!
-Sabato è l'ultimo giorno di tirocinio nel mio attuale reparto, ciò mi scompensa alquanto . Non me ne voglio andare. Non voglio lasciare i miei paziente e tanto meno i miei amati turnisti, con i quali ho tremendamente legato. (Che sia dannato il mio essere socievole).
-Ho un esame da dare il 29/05 e devo ancora prepararlo integralmente. Quindi, inizia la sfida Federica vs Università! (Incrociate le dita per me!)
-Mio nipote di 9 anni, mi ha detto "Zia, non mi abbracciare che ora sono grande e mi vergogno!". Come crescono male i bambini di oggi? Che fine ha fatto, il mio dolce bambino? Grazie al cielo, c'è il nano che nei suoi momenti "si" mi riempie d'amore e affetto.
-Sono entrata in fissa con i matrimoni. Ciò non è da me. Collezioni foto di abiti da sposa e di location matrimoniali. Oddio, mi sto trasformando in una femminuccia!
-"Chirurgia è Sexy", sappiatelo. I chirurghi hanno quel fascino di onnipotenza e quel modo di pronunciare con disinvoltura parti del corpo a me del tutto sconosciute e dai nomi alquanto complicati in un modo che è impossibile non sbavargli dietro. Soprattutto, allo specializzando stra frigo che passa ogni giorno per il mio reparto intorno alle 13:30!
-Guardatevi su Mtv "Il Testimone", un programma di attualità condotto dall'ex iena Piff. È un programma geniale, simpatico, divertente e interessante. Piff tratta svariati argomenti, sempre in maniera arguta, senza mai banalizzare o declassare. Insomma, un programma che alza di molto la qualità dei programmi trasmessi dal canale 108 del digitale terrestre.
- Dopo averci dato una chicca culturale, torno al trash. Mi guardo Amici, e vi dico di più tifo per i bianchi con esattezza per Moreno. Che poi lui ha un fascino e un carisma tutto suo. Se lo guardate, voi per chi tifate? Ma quanto è gnoccoso Gabry Ponte!?! C'è è riuscito a distogliere la mia attenzione da Luca Argentero! Ho ripreso, solo per lui, ad ascoltare gli Eiffel 65!
-Sempre della serie "si, sono una bimbaminkia", su Mtv mi guardo una serie tv imbarazzante, sia per i livelli di recitazione che per la trama, che si chiama "Hollywood Heights". Che è un mix di tutti i telefilm più trash della storia dei telefilm. Ma, vi giuro, se guardate una singola puntata finirete nel suo vortice.
-Ho visto un costume pieno di paillettes da Calzedonia che deve essere assolutamente mio. Quindi vi dissuado in massa dall'acquistarlo o per lo meno, non acquistate le 3^ di sopra e le 2^ di sotto!
-Fb ultimamente mi regala grandi perle di divertimento fra "Il Coinquilino di Merda", "La Performance Sessuale di Merda" e "Il fidanzato di Merda".
- Mia madre sta diventando una pasticciera provetta, sebbene ciò non va affatto bene visto che tra poco arriva l'estate.
-Ho capito di essere una di quelle ragazze destinate, per qualche strana propensione deviata, ad essere inesorabilmente attratta da ragazzi idioti, quando potrei benissimo uscire con quelli carini e simpatici. Per questo ho deciso che vivrò per un periodo da Monaca. (Bene così magari faccio come la Monaca di Monza e peggioro di più la situazione!)
-Camera mia sta per raggiungere i più alti livelli di indecenza, quindi devo decidermi a sistemarla anche se la voglia è 0.
-Ma quanto è bella la nuova stagione di "C'era una Volta?" ("Once Upon a Time"?)
-Lavorare con gli uomini è più divertente e facile che lavorare con le donne!
-Ho una voglia matta di andarmi a vedere uno spettacolo teatrale e ancora di più di recitare.
-Su SKY trasmettono la nuova stagione del "Trono di Spade" ("Game of Thrones"), ciò mi rende estremamente felice. Ma anche tanto nerd.
Vi lascio una serie di foto di questo ultimo periodo!

























































